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I DATI CAI 2023: UN’OCCASIONE PER RIFLETTERE SUL FUTURO DELL’ADOZIONE

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La CAI, Commissione per le Adozioni Internazionali ha reso noti i dati delle adozioni realizzate nel 2023 in Italia

Le tabelle pubblicate dalla CAI offrono la possibilità di confrontare l’andamento delle adozioni internazionali analizzando sia i dati relativi ai singoli Paesi sia quelli di ognuno dei 47 enti autorizzati.

Anche nel 2023 viene confermato l’andamento degli anni precedenti e quindi la diminuzione delle adozioni, fenomeno che sappiamo riguardare tutto il mondo.

Per l’Italia, tale calo si concretizza in 478 adozioni realizzate nel corso del 2023: ricordiamo che nel 2022 erano state 565 e nell’anno precedente 563. Il dato del 2023 risulta inferiore a quello del periodo della pandemia e a quello che ha fatto seguito alla chiusura delle adozioni nella Repubblica Popolare Cinese, e poi in Federazione Russa, Ucraina e Bielorussia, per fatti ben noti.

La profonda trasformazione che ha caratterizzato il panorama dell’adozione internazionale a partire dagli ultimi decenni ha senza dubbio visto un’accelerazione nel trend di decrescita dal 2020.

Ciò nonostante, va detto, le famiglie italiane si confermano tra le più accoglienti: l’Italia resta infatti il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, per accoglienza di minori stranieri in adozione.

Che l’adozione internazionale sia cambiata non è dunque una novità. Il sistema riflette una condizione di variabili che riguardano gli accadimenti, gli aspetti legislativi, i fattori geo-politici e culturali dei Paesi di origine e di quelli di accoglienza.

Si tratta di un sistema complesso, che sta vivendo una crisi, che in Italia crediamo debba intendersi non solo in riferimento al calo dei numeri, quanto alla necessità di una revisione del sistema interno – istituzionale, sociale e culturale – per rispondere al meglio ai bisogni dei Paesi e soprattutto dei bambini che continuano a trovarsi in situazione di abbandono o semi-abbandono.

Occorre attuare azioni sinergiche tra le istituzioni e gli enti in Italia e all’estero. Sappiamo quanto sia cruciale il ruolo dell’ente autorizzato nel processo adottivo. Il suo modo di operare, il rigore e il rispetto delle leggi, l’etica e la professionalità possono fare la differenza.

E’ fondamentale accompagnare i Paesi di origine, a cui spetta il compito e la responsabilità di verificare lo stato di abbandono e decretare l’adottabilità dei bambini, nel percorso di implementazione delle leggi. E’ ciò che CIAI fa anche attraverso i progetti di sussidiarietà finanziati dalla Commissione in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Colombia, Cambogia e India.

Al tempo stesso, oggi più che in passato, sentiamo forte l’esigenza di formare, assistere e sostenere le famiglie che intraprendono il percorso dell’adozione accompagnandole a comprendere ed avvicinarsi alla realtà e ai bisogni dei bambini che le autorità straniere segnalano per l’adozione internazionale: bambini sempre più grandi, che hanno vissuto esperienze difficili e/o che presentano caratteristiche complesse in relazione al quadro sanitario.

Come ente autorizzato che opera da ben 56 anni, a prescindere da qualunque dibattito politico e ideologico, con forza continuiamo a sostenere che le adozioni servono a garantire i diritti dei bambini, di quei bambini che non hanno una famiglia e non trovano accoglienza nel loro Paese, di quegli ultimi che con l’adozione internazionale possono avere una speranza di futuro.

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