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Fare scelte per il futuro, in un momento di così grandi incertezze, oggi più che mai appare arduo.

Il tema del diritto all’istruzione dei bambini e dei ragazzi è attualissimo e da tante parti si sente la richiesta di considerarlo prioritario, al pari del fondamentale diritto alla salute.

Ma c’è anche un altro diritto, strettamente legato a quello dell’istruzione, che riguarda i nostri ragazzi, alla base del progetto #tu6scuola: il diritto di scelta.

Un diritto a cui allenarsi

A scegliere si impara: scegliere significa prendere consapevolezza di sé, sapersi osservare e ascoltare, prendersi delle responsabilità.

Molte delle attività di #tu6scuola hanno l’obiettivo proprio di supportare i ragazzi in questo senso, fornendo loro strumenti e cognizioni. L’attenzione è sicuramente sulla scelta della scuola superiore, che se fatta male – al ribasso, al rialzo, o anche solo diverse dalle effettive aspirazioni – è certamente possibile causa di dispersione scolastica.

Ma la capacità di affrontare una scelta è una competenza di fondo che determina tutta la vita di un individuo e non può essere trascurata in un modello educativo, né in tempi normali, né, a maggior ragione, in tempi di distanziamento sociale.

Orientare i genitori e gli studenti

A scuole chiuse, le azioni di Orientamento Genitori e Orientamento Studenti hanno trovato nuove modalità e si sono rivelate preziose in un momento di isolamento. Hanno rappresentato vicinanza sostegno, aiuto in un periodo in cui la visibilità è offuscata.

“Cerchiamo di aiutare i ragazzi a guardarsi dentro, perché capiscano non solo i desideri profondi ma anche le loro reali competenze – dice la psicologa Chiara Speranza che per #tu6scuola è la referente dell’azione di orientamento a Milano – Anche i genitori e gli insegnanti devono essere aiutati a comprendere le trasformazioni in corso”.

Ciò che immagina un genitore non sempre coincide con quello che un adolescente proietta nel proprio futuro. Un’attività di orientamento per studenti e genitori su tre anni di percorso scolastico – come prevede #tu6scuola – consente a tutti di avere una fotografia più chiara rispetto al futuro che attende.

E se i ragazzi sono invitati a fare esperienza di sé, i genitori, soprattutto nel passaggio tra seconda e terza media, sono interpellati da diversi punti di vista.

Ai genitori raccontiamo come funziona il cervello in adolescenza, mentre ai ragazzi mostriamo come capire i propri punti di forza e debolezza – dice Rosa La Ginestra, insegnante dell’IC Capponi di Milano. “Nei tre anni della scuola media tentiamo di accompagnare alla scelta e come scuola ci inseriamo in questo percorso. Le attività didattiche – ad esempio nelle ore di italiano – sono già orientate a comprendere sé stessi, a relazionarsi con gli altri e a misurarsi con il mondo. Gli adolescenti hanno bisogno del riconoscimento sociale delle proprie potenzialità per poter scegliere in autonomia”.

Una testimonianza

Le parole di una mamma del complesso IC Capponi di Milano rendono l’idea: “La scelta è maturata in mia figlia, non in me. E adesso lei ha deciso: si iscriverà al liceo classico. Se penso ai momenti in cui era molto vicina a una scelta al ribasso… oggi sono sollevata proprio perché è stata lei a scegliere”.

La studentessa ha seguito il percorso di orientamento proposto da #tu6scuola tra secondo e terzo anno di scuola. Un cammino che guida i ragazzi a comprendere chi sono e dove vogliono andare, in anni così complessi e imprevedibili quali sono quelli dell’adolescenza.
Più che mai in questo 2020.