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DIRITTI NEGATI A BORDO DELLA DICIOTTI. E NON SOLO

By 24/08/2018news

Siamo felici che finalmente ai 27 minori che erano a bordo della nave Diciotti  sia stato concesso il trasferimento a terra. Si tratta di venticinque ragazzini e due ragazzine scheletrici, sopravvissuti a immense sofferenze nel loro Paese d’origine, durante il cammino per il deserto d’Africa e la permanenza (tre anni) in Libia dove sono stati rinchiusi nei campi di detenzione locali.

Un trasferimento che era atteso e dovuto perché la legge italiana prevede che ogni minorenne che arrivi sul territorio italiano, e la nave Diciotti è territorio italiano, sia protetto e presoi in carico dal nostro Paese.

A bordo della Diciotti però rimangono ancora 150 persone, uomini e donne che, secondo Daniela de Robert, delegata del garante per le persone detenute e private della libertà personale, “hanno una nazionalità che assicura una protezione internazionale quasi automatica in tutti i paesi europei”.

Cosi come i ragazzi, anche gli uomini e le donne ancora a bordo della Diciotti sono molto provati dai lunghi giorni in mare, dalle sofferenze patite prima della partenza, durante il viaggio e nel tempo trascorso in Libia.

Noi di CIAI troviamo intollerabile e disumano, oltre che al di fuori della legge come già fatto notare da Daniela de Robert e dal procuratore di Agrigento, tenere in ostaggio persone  in queste condizioni.

Non lo vorremmo mai se fossero i nostri figli, non lo vogliamo nemmeno per loro.

Per questo chiediamo che vengano immediatamente sbarcati tutti gli uomini e le donne a bordo della Diciotti, nel rispetto delle norme di diritto internazionale, dei principi della nostra Costituzione.

Non si tratta di una questione politica ma di un atto grave che mette a rischio tutti noi, minando lo Stato di diritto. Siamo tutti sulla Diciotti; i diritti violati sono anche i nostri.