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TUTTI INSIEME PER PROTEGGERE I BAMBINI

By 19/10/2018news

Si è svolto oggi a Firenze, all’Istituto degli Innocenti il Convegno:“L’accoglienza dei bambini in stato di abbandono nel mondo” Paola Crestani, che ha preso parte all’incontro, è così intervenuta: Come ricordato dalla vicepresidente della CAI Laura Laera le adozioni sono calate a livello mondiale. Aggiungo che le adozioni non sono più di moda e pare quasi che ci sia, a livello mondiale, una campagna contraria all’adozione.

Molta di questa ‘disaffezione’ è sicuramente causata dai casi di malpratica e di adozioni fraudolente verificatesi in tempi più o meno recenti e venuti alla luce. La convenzione dell’Aja è stata stipulata proprio per far fronte a questo fenomeno ma, come ha ricordato la professoressa Beilfuss, fatica ad essere applicata in modo compiuto.

Come presidente di un Ente Autorizzato non posso non sentirmi chiamata in causa sul tema della garanzia di adozioni corrette, ma devo anche dire che un grande ruolo in questo senso lo giocano anche le autorità centrali dei diversi Paesi. Nel ricordare e ribadire l’importanza della correttezza delle adozioni, vorrei sottolineare però che chiudere le adozioni in caso di malpratiche non è una buona soluzione e non si risolve certo il problema dei bambini in stato di abbandono. Anzi, chi come me lavora nei Paesi di provenienza, può testimoniare la terribile condizione in cui si trovano i bambini in situazione di abbandono negli istituti di Etiopia, Cambogia o altri Paesi in cui le adozioni sono state chiuse.

Allo stesso tempo, noi enti italiani che siamo chiamati dalla nostra Legge (unico caso al mondo) a fare progetti di protezione dell’infanzia nei Paesi in cui lavoriamo per le adozioni, ci troviamo a prenderci cura di bambini che scappano da famiglie maltrattanti e abusanti e si trovano a vivere per la strada.

Pur di fuggire da queste situazioni, a volte sono disposti ad affrontare i terribili viaggi per che tutti conosciamo attraverso i deserti e il mare, che li portano poi a sbarcare sulle nostre coste o a morire durante il viaggio. Ce lo testimoniano i ragazzi che incontriamo nel nostro impegno  di accoglienza dei minori stranieri soli.

Quindi c’è sicuramente bisogno di correttezza e trasparenza nelle adozioni,  ma anche di rafforzare i legami con i Paesi di provenienza dei bambini abbandonati perché tutti insieme, noi e loro, collaboriamo per la loro protezione.

Perché non è più possibile lavorare per compartimenti stagni -adozione, progetti, accoglienza di migranti-  ma tutti siamo coinvolti, insieme, nell’impegno di dare risposta ai bambini bisognosi di protezione”.