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L’Italia è un Paese dove sono ancora troppi i minori che non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati.

In Italia soltanto il 12,6% dei minori tra 0 e 2 anni ha usufruito di servizi servizi comunali per l’infanzia, quali nidi e servizi integrativi (dati ISTAT, rapporto BES 2018).

In media circa il 70% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno. La Basilicata vanta un’offerta di poco superiore al 50%, mentre in Molise, Sicilia, Campania, Abruzzo e Puglia più dell’80% delle classi non garantisce l’orario prolungato.

Il tempo pieno rappresenta un indicatore di opportunità di apprendimento sia in riferimento al numero di ore per le attività didattiche, sia a quello per le attività extra-curricolari, e per il sostegno ai bisogni educativi speciali.

I ragazzi che provengono da famiglie più svantaggiate dal punto di vista economico, sociale e culturale, appartenenti al 25% più disagiato (indicatore OCSE-PISA), ma che vivono in contesti dove l’offerta culturale e ricreativa è maggiore rispetto alla media nazionale hanno il triplo delle probabilità di emanciparsi dai contesti di disagio sociale ed economico.

Rispetto ai coetanei che vivono in contesti dove l’offerta è limitata, ad esempio accesso al cinema, teatro, mostre e musei (attività identificate dall’indice composito ISTAT), chi vive in contesti più stimolanti mostra anche risultati migliori in matematica e lettura.

Dati particolarmente significativi che sottolineano l’importanza della scuola come ambiente di crescita e della comunità nell’offrire opportunità educative.

Redazione #tu6scuola

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