ITALIA

Situazione del Paese

L’Italia è il paese europeo in cui l’emergenza Covid-19 si è manifestata con maggiore violenza e gravità, con numeri elevati di contagi e decessi, tanto da mettere in seria difficoltà il sistema sanitario, soprattutto nel nord.

La chiusura di tutte le scuole e di moltissime aziende, con la conseguente perdita dell’impiego per molti lavoratori precari, ha improvvisamente stravolto la vita di milioni di famiglie e soprattutto di bambini e adolescenti, rimasti in isolamento e senza scuola.

“Le scuole chiuse sono una ferita per tutti” ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un video messaggio rivolto a tutti gli studenti, in cui si è evidenziata la dimensione sociale fondamentale e decisiva oggi per la crescita dei cittadini di domani.

Quelli che convivevano già con situazioni di difficoltà, hanno visto le loro fragilità accentuate; chi era a rischio di esclusione ora si trova a rischio di emarginazione. L’emergenza ha messo a nudo le fragilità dell’intero sistema scolastico, impreparato a garantire a tutti gli studenti, in tutte le regioni, l’accesso all’educazione. La didattica a distanza si è rivelata da un lato una necessità, dall’altro una ulteriore difficoltà soprattutto per quei bambini e adolescenti per i quali la scuola rappresentava la più concreta possibilità di riscatto sociale.

Per quanto la situazione non possa dirsi del tutto risolta, la fase 2 dell’emergenza avviata a maggio ha consentito la riapertura di alcune attività produttive, con una progressivo ripristino fino a inizio estate. Il capitolo scuole resta per molti versi un’incognita.

Attività CIAI

CIAI è presente nel mondo della scuola italiana con il progetto #tu6scuola, un intervento triennale che coinvolge circa 2000 adolescenti delle medie, in sei città italiane (Milano, Rovellasca, Ancona, Città di Castello, Bari e Palermo). Il progetto, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, contrasta la povertà educativa e la dispersione scolastica attraverso laboratori durante e dopo la didattica, attività di orientamento per genitori e studenti, aggiornamento insegnanti, interventi negli spazi scolastici e sostegno allo studio.

La prima risposta di CIAI all’emergenza Covid-19 è stata di non interrompere il progetto ma trovare insieme alla rete dei 26 partner di #tu6scuola le modalità per riprogrammare e adattare le azioni alla nuova realtà. Una serie di censimenti – in costante aggiornamento – rilevano, in vari territori, numerose famiglie prive di dispositivi digitali sufficienti o di una connettività adeguata alla didattica a distanza.

Il progetto #tu6scuola si è proposto come strumento utile a colmare le differenze, offrendo supporto ai docenti nell’individuare soluzioni comuni e coerenti, e sostenendo i ragazzi sul piano tecnico, didattico e psicologico. Molte delle attività di progetto sono state infatti convertite per offrire formazione tecnica e metodologica per i docenti, laboratori a distanza per i ragazzi, sportelli dia ascolto per le famiglie.

Tra le azioni intraprese:

  • distribuzione di circa 200 tra tablet e pc a studenti che ne erano sprovvisti a casa
  • laboratori di teatro, ritmica e percussioni per poter vivere momenti di svago e creatività
  • video tutorial e video interattivi per mantenere aperto il dialogo e il contatto con ragazze e ragazzi
  • formazione ai docenti per gestire l’emergenza, organizzare la didattica con le nuove tecnologie (piattaforme e devices), relazionarsi con studenti Bes e impostare la gestione del post emergenza
  • sportelli psicopedagogici e antropologici per studenti e famiglie
  • sportelli individuali per studenti e famiglie fragili
  • supporto psicofisico alle famiglie
  • orientamento individuale (telefonico) per le famiglie già coinvolte da azione di orientamento e sostegno allo studio
  • sostegno scolastico in piccoli gruppi o individuale con videochiamata/online
  • laboratori informatici per studenti.

Sul fronte della sanità, CIAI, Amref Health Africa – Italia e CCM Comitato Collaborazione Medica si sono unite per una campagna che ha consentito di donare a 3 strutture sanitarie italiane in prima linea contro il Coronavirus –Ospedale Sacco di Milano, Istituto Spallanzani di Roma e Ospedali dell’Asl Città di Torino– ben 53.530 euro. I fondi, suddivisi in parti uguali, sono stati interamente versati alle strutture ospedaliere beneficiarie.

La raccolta fondi è stata ripresa da un gruppo di studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che hanno lanciato la campagna di personal fundraising “CARA ITALIA”. La campagna di raccolta fondi sarà aperta fino al 30 giugno ed è possibile donare su Rete del dono. Grazie a quanti vorranno continuare a sostenere i nostri medici, nell’acquisto di dispositivi di protezione.