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Nella griglia della piattaforma online ci sono i compagni e i professori.
Ci si scambiano chiacchiere e si risolve qualche piccolo intoppo tecnico nell’attesa che si colleghino tutti.

Può sembrare una videolezione come quelle a cui ormai sono abituati, ma per i ragazzi di Milano e di Rovellasca si tratta di un momento molto speciale. Come preannunciato, stanno per vedere il “loro” Cinegame.

 

Grandi attese

I ragazzi sono divisi negli stessi gruppi interclasse nei quali hanno lavorato al progetto. Le presentazioni sono condotte dai registi e coordinatori di Cinemovel. Tutti sono felici di ritrovarsi, tutti sono ansiosi di vedere il frutto di tanto impegno.
Ma prima c’è un po’ di tempo per parlare.
Come state? Cos’avete fatto, come l’avete vissuto, questo isolamento?
E una domanda provocatoria:
Barattereste due settimane di vacanze con altrettante di scuola, quella “vera”, in classe? 
Non è un plebiscito, ma vincono i sì.
Nei mesi in casa c’è stata decisamente tanta noia. A dire il vero c’è stato anche da fare: imparare una nuova modalità di scuola; stare dietro ai compiti; giocare con i fratelli. C’è stata un po’ di Playstation, ma anche gnocchi fatti in casa, disegni, allenamenti casalinghi, musica e diari. Ma la scuola con gli amici manca, forse ancora di più oggi, ripensando al bel lavoro fatto insieme.
La curiosità di vederlo finalmente completo è tanta, e allora… via!

Dettaglio dalla homepage cinegame.eu

Due regni, due avventure, tante possibilità

Parte la proiezione del Cinegame: Il Piccolo Regno per i ragazzi di Rovellasca, Il Regno di Medhelan per i milanesi.

Durante i laboratori saltaclasse, i ragazzi hanno scritto le storie a bivi e le hanno interpretate, curando anche scenografie, costumi e oggetti scenici, facendo anche da assistenti alla produzione e alla regia.
Hanno creato un’avventura interattiva immaginando momenti cruciali in cui prendere decisioni. Cinemovel ha fatto il resto: il risultato sono due piccoli capolavori, originali, genuini ed estremamente professionali.
Durante questa presentazione ragazzi vedono per la prima volta uno dei possibili svolgimenti della storia; potranno divertirsi a esplorare gli altri su cingeame.eu, la piattaforma creata da Gnucoop dove si trovano anche i Cinegame realizzati lo scorso anno.

Guardarsi con occhi diversi

Al termine della proiezione i ragazzi faticano a nascondere l’orgoglio.
Sono contenti di sé e ne hanno tutti i motivi. Ripercorrendo l’esperienza fatta escono osservazioni particolarmente significative:

Una ragazza, la prima nel suo gruppo a prendere la parola, dice “Per me la cosa più difficile è stata esprimermi perché mi vergognavo” – e alla domanda se si sia poi sentita meno timida risponde “Sì, mi sono sentita più aperta”

Mi ha emozionato e mi è piaciuto molto dire parole in urdu” dice un ragazzo
Un altro commenta “È stato bello perché non era da fare non obbligatoriamente, ma perché volevamo.”
E ancora: “Io facendo i costumi ho sentito di avere tanta immaginazione, creando vestiti diversi da quelli che vediamo tutti i giorni”
“Ho pensato al lavoro di regia, costumi, organizzazione… non ci pensi di solito a quante persone lavorano in un film oltre agli attori!”
Protagonismo, inclusività, libertà di espressione, lavoro di squadra: sono tutti elementi centrali del progetto #tu6scuola e curati i modo straordinario da Cinemovel.
Valori che il lavoro è riuscito a trasmettere, come emerge anche dal modo in cui i ragazzi hanno saputo gratificare il lavoro dei compagni.

Hanno colpito molto, ad esempio, le doti comiche di una ragazza, le perfette pause ad effetto  imporvvisate da un’altra, o ancora la credibilità di un amico così solare nell’interpretare un tenebrso sciamano.

Lo confermano anche i registi di Cineomovel: mettersi alla prova con ruoli distanti da noi è divertente e ci aiuta anche a conoscere meglio noi stessi. E non si parla solo di attori e personaggi!

Cinegame stagione 3: brainstorming

La presentazione si conclude fantasticando sul prossimo episodio. Ci lavoreranno altri studenti, ma si può far arrivare qualche spunto.

Il genere fantasy non si discute, ma forse questi ultimi mesi ci hanno mostrato quanto incredibile possa essere a volte anche la realtà.
I ragazzi vengono invitati a pensare come raccontare l’esperienza della pandemia attraverso quel tipo di linguaggio. Escono idee interessanti e qualche spunto autobiografico, come il demone della noia che contagia le persone. O come la strega malvagia chiamata… COVIDELIA!
Vedremo come i prossimi alunni accoglieranno questi suggerimenti.
Intanto grandi complimenti a voi ragazzi: avete lavorato da veri professionisti!
Presto recupereremo anche con le scuole di Ancona, Città di Castello, Bari e  Palermo, per portare a termine anche le loro avventure.