Ci ha lasciato oggi Liliana Gualandi, fondatrice di CIAI

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Liliana Gualandi
Categoria: Generale

Liliana Gualandi, fondatrice, insieme al marito Giuseppe Cicorella, di CIAI, ci ha lasciati oggi. Ad accompagnarla nelle ultime ore i suoi figli, figlie e nipoti e l’affetto intenso e profondo di quanti l’hanno amata e stimata.

Tutti noi siamo grati a Liliana e a Giuseppe per il coraggio che hanno dimostrato nell’affermare e difendere, al di là di ogni convenzione sociale del tempo -era il 1968- , l’urgenza di dare ad ogni bambino e ad ogni bambina una famiglia. Anche attraversando oceani e varcando frontiere. E di aver difeso questo diritto per una vita intera.

Ci mancherà moltissimo.

LILIANA NEI RICORDI DI AMICI E COLLEGHI

Ecco le prime testimonianze che ci sono giunte dopo la notizia della scomparsa di Liliana Gualandi.

“Ho conosciuto Liliana quasi trent’anni fa, quando ho iniziato a collaborare con CIAI, e ho avuto il privilegio di condividere con lei molti anni di lavoro. Di quel tempo porto con me tantissimi ricordi, ma soprattutto il ricordo di una donna che ha vissuto una vita straordinaria nel significato più autentico della parola: una vita piena, intensa, generosa, “fuori dal comune”, sempre orientata agli altri.

Liliana è stata una pioniera. Insieme a suo marito ha contribuito a dare forma a quella che sarebbe diventata l’adozione internazionale in Italia. Per tutti noi del CIAI rappresenta molto più di una fondatrice: è una delle persone che hanno posto le basi di un’organizzazione che oggi può guardare con orgoglio a quasi sessant’anni di storia e che ha contribuito a portare nel nostro Paese una vera rivoluzione culturale e sociale nel modo di pensare l’adozione.

Aveva una straordinaria capacità di raccontare la propria esperienza personale e familiare con una semplicità disarmante. Ascoltarla significava entrare in contatto con storie e vissuti che a noi sembravano quasi impossibili da immaginare e che, attraverso il suo racconto, diventavano vicini, comprensibili, profondamente umani.

Ricordo gli anni in cui divideva il suo tempo tra il Tribunale per i Minorenni di Milano, dove era giudice onorario, e il CIAI. Ci portava racconti di bambine e bambini in situazioni difficilissime, a volte di un peso che sembrava insostenibile. Eppure, attraverso di lei, quelle stesse storie assumevano una forma diversa: non venivano mai negate nella loro complessità, ma diventavano qualcosa che si poteva affrontare, comprendere e accompagnare.

Liliana è stata un pilastro per il CIAI, un punto di riferimento per moltissime famiglie che lei stessa ha contribuito a far nascere, e per tanti di noi che hanno imparato a conoscere l’adozione internazionale attraverso il suo esempio. Quello che mi ha sempre colpita, però, non è stata soltanto la sua immensa esperienza, ma la sua capacità di mettersi in ascolto. Nonostante il bagaglio di competenze e di vita che portava con sé, si rivolgeva a ciascuno di noi come se ogni persona avesse qualcosa di importante da insegnarle. Aveva il dono raro di far sentire gli altri accolti, ascoltati e valorizzati.

E’ stata una donna capace di affrontare la vita con coraggio. Una presenza che ha lasciato un segno profondo nelle persone che ha incontrato e che continua a vivere nei valori, nelle scelte e nell’impegno che ha saputo trasmetterci”.

Daniela Russo, Responsabile Adozioni e CIAIPE – Centro Psicologico ed Educativo di CIAI

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“La vita di Liliana Gualandi sarebbe da raccontare nei libri di storia. Per intensità, coraggio, intelligenza ma soprattutto per l’incondizionata fiducia nel futuro; fonte di ispirazione per le giovani generazioni.

Concreta e realista, ha operato nelle realtà anche molto dolorose delle vicende umane, generando speranza e amore. Moderna nel pensiero e antica negli affetti, ha inventato l’adozione internazionale in Italia e allo stesso tempo è stata la mamma e la nonna ideale di tutti noi, che l’abbiamo un po’ sottratta alla sua numerosa e amatissima famiglia.

Non si è mai negata a nessuno, amava le persone e darle ascolto, da lei si ricevevano consigli che arrivavano sempre concreti, saggi, diretti. Non si è mai risparmiata, nel fisico e nel pensiero, conteneva tutto in sé e di tutto si faceva carico. E’ stata pura energia creatrice e generatrice, nel lavoro e negli affetti. Il suo sguardo era su tutti, attenta al benessere di ognuno.  Le persone la cercavano, le chiedevano e lei non si tirava mai indietro. Alle assemblee del CIAI, ridendo le dicevo che ero la sua “guardia del corpo”, tanta era la folla oceanica che la circondava: le sue amate famiglie adottive che aspettavano di parlarle, di confrontarsi, di avere da lei anche solo uno sguardo di approvazione.

Quanto mi mancherai Liliana, anima generatrice ed essenza stessa di CIAI, il tuo esempio rimarrà fertile in ognuno di noi, in me certamente rimarrà tantissimo di te e di quanto condiviso insieme, prima fra tutti la gioia pura e assoluta nel trovare la miglior famiglia possibile per ogni bambino in stato di abbandono”.

Marina Raymondi Specialista Adozione Internazionale

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“Quando sono diventato Presidente di CIAI, una delle prime telefonate che ho ricevuto è stata quella di Liliana. “Caro Paolo, sono davvero molto felice del fatto che tu sia diventato Presidente dell’Associazione che io ho fondato con altri nel 1968. Il tuo spenderti ogni giorno per i diritti, il benessere e la felicità delle bambine e dei bambini fa di te la persona giusta al posto giusto.”

Ho sempre voluto bene a Liliana da quando ci siamo conosciuti molti anni fa.

E ho sempre condiviso il suo pensiero “Più di 50 anni di adozione internazionale ci hanno insegnato che ogni bambino al mondo avrebbe potuto essere nostro figlio. Noi sappiamo che è possibile amare un bambino proprio come si ama il proprio figlio. Abbiamo sperimentato con i nostri figli il bisogno di rispetto, attenzioni, ascolto e cura. Ancora oggi il lavoro di CIAI prende forza da questa esperienza.”

Piangiamo la morte di Liliana con la consapevolezza che il nostro lavoro proseguirà con la forza, la responsabilità, la professionalità e l’eticità che l’hanno sempre contraddistinto”.

E Liliana sarà sempre con noi…

Paolo Limonta, Presidente CIAI

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“Ho conosciuto Liliana quand’ero ancora poco più che una bambina; la sua meravigliosa famiglia è stata per me un modello. In quella famiglia ho conosciuto concretamente l’accoglienza e l’adozione internazionale, e me ne sono innamorata per sempre.
Poi il caso ha voluto che, molti anni dopo, incontrassi CIAI. Liliana, con il marito Giuseppe Cicorella, è stata la prima persona che mi ha accolto e da lì in poi mi ha affiancata e guidata nell’esperienza professionale di tutta una vita.

Liliana, competente, attenta, empatica, professionista umanissima, è stata quindi per me una guida costante, un punto di riferimento, un modello. Un faro. Avrei sempre voluto essere brava, delicata e forte al tempo stesso come sapeva essere lei, ma non credo di esserci mai riuscita…
Comunque grazie Liliana per la ricchezza che sei riuscita a trasmettermi, ti ho voluto un bene grande, quasi come ad una madre”.

Graziella Teti, già Responsabile Adozioni Internazionali CIAI

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“Cara Liliana,

mio marito ed io abbiamo sempre pensato che incontrarti nel nostro percorso di crescita come famiglia fosse stato un vero e proprio regalo, un privilegio. Anzi, i regali sono stati due perché dopo quel primo incontro in Tribunale, dove ricoprivi il ruolo di giudice onorario, ti abbiamo ritrovata in CIAI, ente a cui avevamo deciso di affidarci per la nostra adozione.

Gli anni passavano, i figli crescevano e tu c’eri sempre, pronta ad accogliere, ascoltare, persino intuire e prevenire il bisogno dell’altro, la necessità di un confronto. Da un colloquio con te si usciva sempre arricchiti, e questo avveniva persino con uno scambio di battute davanti alla macchinetta del caffè. La tua capacità di offrire un diverso punto di vista per affrontare i problemi nei quali la maggior parte dei genitori incappa era una delle caratteristiche che più ho ammirato in te.

La tua vita è stata ricca, intensa, e hai saputo trasmettere agli altri questa ricchezza, donando sapienza, fiducia, speranza. Anche negli ultimi anni in cui le occasioni di incontrarti di persona sono state veramente poche sei sempre stata una presenza viva nelle nostre vite e nei nostri pensieri. Continueremo a ricordarti con un sorriso pieno di gratitudine”.

Donatella Ceralli Fusaro, già Responsabile Comunicazione CIAI

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“Nel 1970 ho conosciuto Liliana indirettamente, attraverso i racconti di sua figlia Roberta, mia alunna al liceo Einstein di Milano. Liliana era già una madre straordinaria di sette figli e aspettava l’ottavo dall’India. Da Roberta ho saputo dell’esistenza di CIAI, l’associazione che in modo profetico aveva fondato con il marito Giuseppe Cicorella. Non ero ancora sposata, ma il seme delle mie scelte future era già messo. L’ho incontrata, con mio marito otto anni dopo, in occasione del colloquio al CIAI.

Dolce, serena, cordiale ma ferma: era evidente che il suo principale pensiero andava a quel bambino, al momento solo ipotetico, di cui avremmo potuto diventare genitori. Queste sue caratteristiche mi hanno sempre accompagnato e sostenuto durante tutti i miei anni di presidenza, nella gestione di CIAI come nei rapporti con le famiglie e nell’educazione dei miei figli.

Ho una riconoscenza infinita verso Liliana: una persona speciale che non dimenticherò mai”.

Valeria Rossi Dragone, Presidente onorario CIAI

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“La morte di Liliana Gualandi lascia un vuoto profondo in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla, di lavorare con lei, di incontrare la sua intelligenza, la sua generosità e la sua passione. Ci sono persone che attraversano la vita degli altri lasciando un segno discreto ma indelebile; Liliana è stata una di queste. La sua scomparsa ci addolora, ma ci consegna anche il compito di custodire ciò che è stata, ciò che ha fatto e ciò che ci ha insegnato.

Ho conosciuto Liliana più di trent’anni fa, nell’ambito del comune lavoro presso il CIAI e al Tribunale per i minorenni di Milano. Da subito mi colpì il suo modo di stare dentro le situazioni: diretto, concreto, partecipe, mai burocratico. Per Liliana il lavoro con i bambini e con le famiglie in difficoltà non era una funzione da esercitare a distanza, ma un impegno umano e professionale da vivere con responsabilità, vicinanza e coraggio.

In oltre cinquant’anni di attività, Liliana ha incontrato centinaia di storie difficili: bambini soli, famiglie ferite, genitori fragili, situazioni complesse e dolorose. Ma davanti a tutto questo non ha mai perso il senso della persona. L’altro, per lei, non era mai semplicemente un “utente”, un “caso”, una pratica da trattare o un problema da risolvere. Era sempre qualcuno da guardare, ascoltare, comprendere e rispettare nella sua storia, nelle sue ferite, nei suoi sentimenti, nelle sue possibilità.

Liliana aveva uno stile tutto suo. Era schietta, ironica, a volte ruvida, ma sempre autentica. Non amava le parole inutili, le astrazioni, i discorsi troppo lontani dalla vita reale. Possedeva quel pragmatismo concreto, profondamente “milanese”, di chi ha visto molto, ha attraversato molte vicende umane e ha imparato a distinguere ciò che conta davvero da ciò che è secondario. Quando c’era bisogno, non si tirava indietro: si metteva in gioco, si esponeva, si “sporcava le mani”.

Ma ciò che forse più resterà nel ricordo di chi l’ha conosciuta è la sua generosità. Liliana sapeva esserci. Era attenta alle persone, ai loro stati d’animo, alle preoccupazioni spesso non dette. Sapeva cogliere negli sguardi, nei silenzi, nei piccoli gesti, il dolore, la paura, lo smarrimento che molti tengono nascosti perché temono di non essere compresi. E quando lo coglieva, non restava ferma: offriva una parola, un consiglio, un aiuto concreto, un gesto di vicinanza.

Liliana ci ha insegnato, con la sua vita prima ancora che con le sue parole, a non lasciarci guidare dai pregiudizi, a non giudicare troppo in fretta, a riconoscere la dignità e l’umanità di ogni persona, soprattutto di chi è più fragile o più esposto alla solitudine.Il suo impegno più grande è stato rivolto ai bambini. Bambini che in Italia e nel mondo vivono condizioni di abbandono, sofferenza e ingiustizia, spesso a causa degli errori o delle mancanze degli adulti. Per loro Liliana si è spesa senza riserve, mettendo a disposizione la sua competenza, la sua esperienza, la sua intelligenza e il suo cuore, come giudice minorile e, soprattutto, all’interno del CIAI.

Oggi, nel dolore della sua perdita, sentiamo con ancora maggiore forza quanto sia stata preziosa la sua presenza. Liliana non è stata una persona comune. È stata una donna capace di unire fermezza e tenerezza, lucidità e passione, concretezza e umanità. Una donna con le sue fragilità, i suoi limiti, le sue fatiche, come ogni essere umano; ma proprio per questo ancora più vera, ancora più vicina, ancora più speciale.

Chi l’ha conosciuta porterà con sé il ricordo della sua voce, del suo sguardo, della sua ironia, della sua capacità di indignarsi davanti alle ingiustizie e di commuoversi davanti alla sofferenza. Porterà con sé il ricordo di una persona che ha dedicato la vita a rendere meno soli i bambini e le famiglie più vulnerabili.

La morte di Liliana ci addolora profondamente, ma la sua vita resta. Resta nel bene che ha fatto, nelle persone che ha aiutato, nei bambini che ha protetto, nei colleghi che ha formato e accompagnato, negli amici che le hanno voluto bene. Resta come esempio di impegno, di coraggio, di generosità e di amore concreto. Per me è stata una guida premurosa e attenta come mai più ne ho trovate, mi ha insegnato tantissimo e mi ha regalato tanto affetto.

Ciao Liliana, grazie per ciò che sei stata e per tutto quello che ci hai lasciato. Ti vogliamo bene”.

Marco Chistolini, psicologo, psicoterapeuta, già Responsabile Scientifico CIAI

 

Il video messaggio di Liliana in occasione dei 40 anni di CIAI CLICCA QUI

 

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