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#tu6scuola

Fuoriorario a Palermo: raccontare una storia con uno scatto

Sono lontani, e per alcuni anche sconosciuti, i tempi in cui si teneva il conto degli scatti disponibili sul rullino. La fotografia digitale ci ha liberati dalla dipendenza dei rullini analogici e ha sdoganato lo scatto libero e continuo, cambiando il nostro rapporto con la fotografia e la nostra immagine.

Anche il vocabolario si è evoluto: il passaggio dalla parola autoscatto al prestito inglese selfie non definisce solo una moda linguistica ma porta con sé significati e associazioni dotate di specifiche peculiarità, legate alla fotografia digitale e ai social network.

In questo contesto si inserisce il Laboratorio di fotografia Fuoriorario curato da Officina creativa Interculturale rivolto agli studenti della scuola IC Amari Roncalli Ferrara di Palermo: i ragazzi imparano a trasformare un’azione diventata quasi inconsapevole – scattare foto o selfies con lo smartphone  – in un’occasione di riflessione e consapevolezza.

Le lezioni di fotografia sono state quindi ideate per far scoprire un diverso tipo di approccio a un’arte preziosa e poetica che può essere strumento utile per le narrazioni.

Attraverso la fotografia gli studenti, infatti, scoprono come raccontare una storia anche solo con uno scatto e imparano a utilizzare l’obiettivo della macchina fotografica o dello smartphone per raccontare una storia.

Oggi il 94% degli italiani possiede uno smartphone o un telefono cellulare, per cui abbiamo sempre a disposizione una macchina fotografica tascabile con la quale immortalare la nostra vita come dimostra Italy in a Day – Un giorno da italiani il documentario del 2014, diretto da Gabriele Salvatores. Grazie al laboratorio di fotografia Fuoriorario, gli studenti apprendono già alle scuole medie l’arte del racconto attraverso l’immagine.

Inizia il viaggio Saltaclasse del fantasy che attraversa l’ltalia

È iniziata la fase due dei laboratori Saltaclasse, il percorso che porta gli studenti delle classi prime a cimentarsi con il mondo del cinema realizzando un progetto comune e condiviso tra 5 regioni differenti.

#tu6scuola saltaclasse

Nei mesi scorsi le classi coinvolte hanno lavorato a distanza per creare i blocchi narrativi che costituiscono il racconto interattivo. Guidati dagli insegnanti e dagli elementi prescelti (oggetti di scena, fondali, suoni, numero di protagonisti, elementi del proprio territorio) gli studenti hanno sperimentato il cooperative learning e la narrazione collettiva per raggiungere il primo risultato del laboratorio: l’elaborazione della storia.

Il primo anno delle medie è l’anno in cui i ragazzi escono dal mondo protetto dell’infanzia per entrare in quello caotico dell’adolescenza. Il mondo magico e infantile, fatto di giochi fantastici e amici immaginari deve lasciare il posto alle responsabilità del nuovo percorso di studi e di vita, che culminerà nell’ultimo anno delle scuole medie, quando ragazzi e famiglie dovranno decidere se e come continuare il percorso di studi.” Così Davide Barletti e Gabriele Gianni, a cui Cinemovel ha affidato la direzione creativa, spiegano il laboratorio di cinema interattivo che coinvolge 300 ragazzi e ragazze durante il loro primo anno di medie in sei scuole di sei città italiane.

Davide Barletti registaPer questo lavorare sul concetto di bivio e di scelta sin dal primo anno è importante, per dare ai ragazzi strumenti alternativi sia nello studio che nella valutazione del proprio tempo libero e della vita quotidiana.”

Accompagnati da Ed-Work per il progetto educativo-pedagogico e da Gnucoop per lo sviluppo della piattaforma interattiva, Cinemovel dà vita ad una grande storia interattiva, scritta e interpretata dagli studenti delle scuole italiane.

Lunedì 18 febbraio la carovana di Cinemovel ha avviato un nuovo viaggio con gli studenti dell’IC Capponi per rivedere le storie e organizzare la suddivisione dei ruoli. La scuola si è quindi trasformata in un vero e proprio set cinematografico, con un’équipe dedicata ai costumi e alla realizzazione degli oggetti di scena, il laboratorio multimediale e gli attori.

Le storie create e trasformate in immagini in movimento sono raccolte su una piattaforma, dove l’utente potrà scegliere il percorso della sua avventura attraverso i bivi narrativi ideati dagli studenti, proprio come accade in un libro-game.

Cinemovel proseguirà poi il viaggio nelle scuole di Bari, Rovellasca, Ancona, Città di Castello e Palermo.

 

Ciak si gira!

 

In classe: la cura degli spazi per la sicurezza e lo sviluppo delle competenze

Proseguiamo il nostro racconto sulla realtà della povertà educativa in Italia che, come abbiamo già visto le scorse settimane, fa riferimento a più fattori.

Il primo di questi è la condizione degli istituti scolastici in cui i ragazzi si trovano a trascorrere la maggior parte della loro giornata.

In molte scuole italiane non vi sono spazi adeguati per sviluppare alcune importanti competenze dei ragazzi: anche le attività extrascolastiche, dallo sport alle attività espressive, concorrono alla crescita integrale di ogni studente.

Rendere gli ambienti della scuola dei luoghi più piacevoli e organizzati è indubbiamente un fattore trainante per motivare non solo gli studenti  ma anche le famiglie e gli insegnanti, soprattutto in quei contesti in cui è stata persa la fiducia nel valore dell’istruzione.

Tra le 8 azioni di #tu6scuola sono previsti interventi per adeguare gli spazi ai bisogni educativi a Milano, Rovellasca (CO), Ancona, Città di Castello, Bari e Palermo: non si tratta quindi di effettuare migliorie prettamente estetiche ma di porre le condizioni affinché sia garantito il benessere di tutta la comunità scolastica. Sono queste le premesse per innescare un cambiamento di valore nella scuola.

I dati a livello nazionale, che determinano la diffusione della povertà educativa, non sono confortanti:

  • circa la metà delle scuole italiane non è in possesso di un certificato di agibilità e/o abitabilità (45%)
  • il 28% degli istituti scolastici non dispone di connessione internet
  • il 40% delle scuole non offre il servizio mensa.

Fra le varie realtà regionali il divario è ancora più notevole. In generale, emerge un’Italia a tre velocità, sia sulla manutenzione che sull’adempimento delle norme e delle certificazioni richieste dalla legge.

Se la Lombardia investe di più sulla manutenzione ordinaria (in media quasi 119mila euro/anno), la Puglia è la regione in cui si investe di meno (non si arriva ai 3mila euro/anno).

In Italia solo una scuola su 6 dispone di almeno una palestra per ogni sede.

Quasi tutte le scuole hanno una biblioteca ma meno di una su due ha servizio prestito e meno di un terzo del patrimonio librario è utilizzato.

L’Ocse mostra come dagli anni della recessione l’Italia abbia progressivamente ridotto la spesa pubblica destinata all’istruzione, passando dal 7,9% del 2010 al 7,1% del 2014, rispetto al 10% della media europea.

 

[1] Elaborazione MIUR per Save the Children, 2015

 

Orientamento genitori: cosa significa scegliere insieme

Quale è la preoccupazione maggiore di un genitore quando il proprio figlio deve intraprendere un nuovo percorso di studi, dopo la scuola secondaria di primo grado? Nella gran parte dei casi dubbi e poche informazioni a disposizione contribuiscono a creare ansie nei genitori e senso di inadeguatezza dei figli.

In contesti privi di opportunità di sviluppo, l’orizzonte delle scelte appare limitato e la scelta del proprio percorso formativo, e in futuro delle propria professionalità, può sembrare un’illusione. Le competenze e le potenzialità dei ragazzi sono trascurate, svalutando il valore dell’educazione come strumento per diventare cittadini autonomi. Una delle conseguenze più immediate di questa sfiducia è l’abbandono scolastico.

Emerge così, con ancora più forza, la necessità di stabilire un nuovo patto che coinvolga i genitori, i ragazzi, i docenti. L’azione Orientamento genitori di #tu6scuola intende proprio favorire la creazione di nuove relazioni tra genitori e la scuola in un percorso della durata di tre anni.

All’istituto Manzoni Lucarelli di Ceglie (Bari) a febbraio è stato inaugurato il ciclo di orientamento per genitori condotto da Domenico Lamontanara, coordinatore territoriale di CIAI.

“Il quartiere di Ceglie presenta varie problematiche sociali – racconta Domenico – con tassi di disoccupazione degli abitanti tra i più alti della media nazionale, cui si aggiungono carenze linguistiche sia per l’uso frequente del dialetto in famiglia che per l’aumento delle famiglie straniere qui residenti”.

A livello regionale, in Puglia un giovane su 3, tra i 15 e i 29 anni, non studia né lavora; tra gli studenti della II media oltre il 40 % non ha competenze alfabetiche sufficienti (a livello nazionale, il dato è sotto il 40%, fonte ISTAT).

Di fronte a un quadro che presenta difficoltà strutturali sia nello spazio pubblico che privato,  ma un forte desiderio di riscatto, #tu6scuola CIAI sperimenta un linguaggio innovativo per coinvolgere e accompagnare le famiglie a comprendere e sostenere le scelte dei figli. Gli incontri di orientamento per genitori sono intesi a stabilire una nuova alleanza tra istituzioni e famiglie, durante i quali ricevono informazioni sui piani di studio e trovano occasioni di confronto costruttivo, comprensione, scelte ragionate e consapevoli che vanno oltre l’aspetto didattico.

“La sfida è coinvolgere i genitori ancor prima della scelta, in un percorso che inizia dalla prima media” dice Domenico Lamontanara: “I genitori hanno dimostrato molto interesse e motivazione già quando abbiamo presentato il progetto e il ciclo di incontri. Un aspetto positivo, considerando che molti alunni che frequentano l’istituto provengono da contesti socio culturali deprivati e il 28% degli studenti mostra difficoltà di apprendimento. Vedere quindi i genitori interessati a partecipare e a coinvolgere altri genitori ci conforta di essere sulla buona strada.“

Gli incontri sono strutturati in due fasi. La prima parte è più teorica: “Si è parlato di preadolescenza, della relazione tra scuola, adolescente e famiglia, degli obiettivi di questo orientamento e come si colloca all’interno di #tu6scuola che riguarda come sappiamo molte altre azioni” precisa Domenico.  

La seconda parte dell’incontro è dedicata al lavoro di gruppo tra genitori, con un’attività esperienziale e di condivisione.

“Durante questi momenti cerchiamo di facilitare l’educazione alla libertà, affinché vi sia occasione di riflessione e analisi critica, prima di tutto per gli stessi genitori – aggiunge Domenico – : è importante capire scelte personali del proprio vissuto per valorizzare poi il progetto di vita personale dei figli”.

Ai partecipanti sono stati proposti dei casi reali su cui riflettere: adolescenti che si chiudono in sé stessi e non dialogano in famiglia, ragazzi vittime di bullismo, emarginati dalla comunità. Infine ai genitori sono state suggerite indicazioni su come osservare i propri figli e come migliorare il dialogo con loro.

A integrare questi momenti, due giovedì al mese è aperto a scuola lo Sportello orientamento genitori per supportare percorsi individuali e specifici.

Il ciclo di appuntamenti affronterà nelle prossime settimane molti altri temi: la scelta e le competenze, il percorso di vita e professionale, le opportunità offerte dal territorio, il futuro e le aspettative.

 

Povertà educativa minorile: una questione collettiva

#tu6scuola è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Qui abbiamo spiegato quali sono gli obiettivi di #tu6scuola, a chi si rivolge e in che modo dia una risposta concreta alla questione della povertà educativa in Italia. Ma cosa intendiamo esattamente con ‘povertà educativa’?

Non certo ci riferiamo a scarse competenze scolastiche o difficili condizioni  economiche : la definizione nasconde infatti complessità non solo legate alle realtà locali ma anche ai contesti familiari, alla sfiducia nei confronti dell’istituzione scolastica, all’assenza di luoghi di aggregazione e socializzazione, alla solitudine degli studenti di fronte alle scelte.

Quando gli studenti hanno scarso o nessun accesso a beni e servizi;  se sono privati dell’opportunità di apprendere e sperimentare, di scoprire le proprie capacità e far crescere le proprie competenze, allora parliamo di povertà educativa che riassumiamo qui sotto in quattro ambiti:

  1. CONDIZIONI STRUTTURA SCOLASTICA
  2. ACCESSO AI SERVIZI
  3. ISTRUZIONE
  4.  DISPERSIONE SCOLASTICA

Nei prossimi mesi approfondiremo questi quattro assi in relazione ai dati nazionali e regionali che ci arriveranno dai territori in cui #tu6scuola agisce, non solo sui sintomi ma anche sulle cause di questo fenomeno.

Le 8 azioni  del progetto intervengono su ciascuno di questi quattro assi attraverso l’intervento negli spazi scolastici, attività didattiche interdisciplinari innovative, sostegno allo studio, approfondimenti tematici, orientamento e creazione e sviluppo di legami tra la scuola e la comunità territoriale.

 

Librogame Saltaclasse: un fantasy interattivo per imparare a scegliere

Attraverso rimandi, bivi e note il lettore può scegliere finali o strade differenti e diventare protagonista, un po’ come nella vita. Stiamo parlando dei librogame, un genere letterario che oggi sta vivendo una rinascita grazie alle potenzialità del digitale.

Con i laboratori Saltaclasse, gli studenti delle classi prime di #tu6scuola si cimentano proprio nella realizzazione di un librogame.

Librogame Saltaclasse MilanoCome si crea un librogame in classe

Nei mesi di novembre e dicembre, Cinemovel ha incontrato i ragazzi degli istituti comprensivi di secondo grado di Milano, Rovellasca, Ancora, Palermo, Bari e Città di Castello.

Gli operatori di Cinemovel hanno introdotto la creazione del librogame e iniziato i lavori di sceneggiatura.

Sono stati formati 5 gruppi per scuola a cui è stato assegnato un kit per la creazione delle unità narrative. Le sessioni interclasse proseguiranno fino a febbraio.

“Contagioso l’entusiasmo dei ragazzi per la novità e l’opportunità di lavorare fra loro –  ha detto Chiara Fraschini di CIAI, coordinatrice territoriale di Milano – : si confrontano, imparano cosa significa cooperare e gestire un progetto tra pari”.

I gruppi infatti sono composti da studenti di prima delle diverse sezioni della scuola.

I ragazzi di ogni istituto svilupperanno una storia fantasy creando personaggi che si muovono in una città immaginata ispirata alla città reale. Ad esempio Milano diventa Medhelan.

Come ogni librogame richiede, ogni storia avrà una mappa basata su spunti, luoghi reali e leggende. Proprio questo mix reale e fantastico è la base sulla quale Cinemovel ha elaborato un soggetto per dare avvio alla storia. Saranno poi i ragazzi a guidare l’eroe nella sua avventura scrivendo ben 5 sceneggiature diverse.

Gli studenti mettono così alla prova le proprie competenze trasversali alle singole materie: video, tecnologie, storytelling, recitazione, arte, progettazione e collaborazione. Ogni partecipante dà il suo contributo.

Il risultato sarà una video -storia interattiva che permetterà di collegarsi ai mondi creati nei diversi territori, mettendo così in relazioni gli studenti di Palermo con gli studenti di Bari, Rovellasca, Ancona, Milano, Città di Castello e viceversa.

 

Didattica teatrale e inclusiva: corsi di aggiornamento per insegnanti a Milano

#tu6scuola si rivolge non solo agli studenti e alle loro famiglie, ma prevede anche uno spazio dedicato ai docenti, all’interno del quale poter valorizzare le risorse esistenti, accogliere i bisogni e ampliare le competenze psico-educative, didattiche e specifiche.
In quest’ottica, il progetto propone dei percorsi di aggiornamento nei sei territori coinvolti che si articolano in differenti proposte a seconda degli istituti coinvolti.

A Milano, presso l’Istituto Comprensivo Capponi, il percorso di aggiornamento curato da CIAI propone: “Corpo (docente) in scena” e “Per una didattica inclusiva: dsa come risorsa”.

I corsi per l’a.s. 2018-19 costituiscono la base per ulteriori approfondimenti che si realizzeranno nelle successive annualità di progetto.

L’aggiornamento consiste nel fornire agli insegnanti quegli strumenti educativi e metodologici necessari per supportare il cambiamento in atto e rispondere ai bisogni educativi emergenti.

Nel corso del primo quadrimestre si sono tenuti i primi tre incontri preliminari del corso Corpo (docente) in scena di 1 ora e mezza ciascuno.
Durante il secondo quadrimestre avrà luogo la seconda fase, organizzata in 6 incontri da 3 ore ciascuno nel periodo compreso tra febbraio e aprile.
Il corso utilizza metodologie della didattica teatrale con l’obiettivo di aiutare gli insegnanti a essere ‘registi’ della loro classe.

Elementi centrali del lavoro di questa prima annualità saranno:
– l’ascolto di sé (respirazione, ascolto emotivo), dell’altro (lavoro sulla relazione, tra colleghi e con gli alunni), del luogo (lo spazio, le distanze, le vicinanze);
– il “mettersi in gioco” in prima persona, finalizzato a elaborare strategie, attitudini, modalità operative da utilizzare in classe.

A novembre si è tenuto anche il primo incontro conoscitivo del corso “Per una didattica inclusiva: DSA come risorsa” finalizzato a far emergere i bisogni formativi del gruppo. I temi da approfondire nel corso di 6 appuntamenti nel secondo quadrimestre riguarderanno:
– lettura/comprensione delle diagnosi di DSA
– stesura dei PDP
– trasformazione delle indicazioni diagnostiche in “atteggiamenti” didattici
– i DSA come risorsa per la classe

Gli incontri informativi hanno visto un’alta adesione e partecipazione degli insegnanti.

Aggiornamento insegnanti #tu6scuola all’ICS Capponi di Milano

Sono iniziati a Milano all’Istituto Comprensivo Capponi gli incontri propedeutici al percorso di aggiornamento per gli insegnanti, una delle otto azioni previste da #tu6scuola. 

C’è stata una buona adesione degli insegnanti, una ventina, ai primi due appuntamenti. Il primo, dal titolo “Corpo (docente) in scena”, ha avuto l’obiettivo di aiutare gli insegnanti a essere ‘registi’ della loro classe. Durante l’incontro sono stati forniti spunti perché da un lato la didattica sia sempre più inclusiva, dall’altro perché i ragazzi, giorno dopo giorno, riescano a essere e sentirsi autonomi nelle singole scelte. In questo contesto si è anche lavorato, nel corso del secondo appuntamento, sul tema degli alunni con difficoltà di apprendimento: “DSA come risorsa” ha messo al centro ancora una volta la didattica inclusiva e la possibilità di interazione tra tutti gli studenti della classe.

Al via #tu6scuola, un modello innovativo per una scuola equa e inclusiva

Un nuovo progetto è entrato in classe: #tu6scuola, sorto su iniziativa di CIAI per prevenire e contrastare la dispersione scolastica.

Circa 2mila ragazze e ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo grado, le loro famiglie, 350 insegnanti e persone della comunità locale sono i destinatari di un progetto che, con modalità e strumenti partecipativi, propone di costruire in tre anni un modello educativo volto a stimolare la motivazione e l’inclusione di studenti e educatori, pone al centro i ragazzi e favorisce il loro rapporto positivo con la scuola.

L’intervento, realizzato grazie al bando Adolescenza dell’impresa sociale Con i Bambini* e attuato insieme a una rete di 26 partner – 4 Comuni, 6 Istituti scolastici, 11 Organizzazioni del Terzo Settore, 3 Fondazioni, 1 Università e 1 società cooperativa profit – si sviluppa in 5 regioni e 6 territori: Milano, Rovellasca (CO), Città di Castello (PG) Ancona, Bari e Palermo.

“Sappiamo che per prenderci cura in modo adeguato dei bambini è importante il lavoro di squadra: nel progetto #tu6scuola partecipano tante realtà che in modo diverso e complementare collaborano a garantire ai ragazzi coinvolti dal progetto opportunità educative di qualità – ha detto Paola Crestani, presidente CIAI -. Come per i nostri figli, per ogni bambino la scuola è un luogo fondamentale di crescita in cui poter costruire opportunità di futuro. A tutti i bambini, specialmente quelli vulnerabili, vogliamo garantire tutto questo grazie a #tu6scuola.”

Emergenza educativa – #tu6scuola si propone di rispondere a un problema emerso con sempre maggiore evidenza negli ultimi anni in Italia: la povertà educativa.

Spesso sottostimata nella percezione comune, la povertà educativa è un problema complesso che priva bambini e ragazzi della possibilità di apprendere e coltivare le proprie abilità e aspirazioni e che, se trascurato o sottovalutato, porta nel tempo a conseguenze tangibili nelle vite di molti giovani, in primis la dispersione e l’abbandono scolastico.

Un’emergenza che si ripercuote nei progetti di vita di molti giovani: dal 1995 a oggi, il 30,6% degli iscritti alle scuole superiori statali non ha raggiunto il diploma di scuola superiore. Nel 2017 il 14,7% dei 18-24enni italiani ha raggiunto soltanto la licenza media;

tra i 14-15enni si registrano i tassi più alti di non ammissione alle classi successive e di interruzione del percorso di studi.  (dati OCSE, Istat, MIUR)

Questa scuola non mi appartiene” – Nel corso del triennio della scuola secondaria di primo grado numerose ricerche concordano nel registrare un graduale peggioramento della motivazione degli studenti: fatica a rapportarsi con gli insegnanti, sensazioni ed emozioni negative nei confronti della scuola, scarse aspettative sul percorso formativo. Smarrimento e frustrazioni che riguardano, spesso, anche il corpo insegnante e le famiglie. A questo quadro si aggiunge una condizione strutturale della scuola media, considerata “l’anello debole” del sistema scolastico, che propone una formazione centrata su un sapere disciplinare frammentario, poco attento ai bisogni individuali di apprendimento.

#tu6scuola si rivolge a minori che pur abitando in territori diversi vivono in contesti di povertà educativa materiale, culturale, sociale, familiare – spiega Paola Cristoferi, responsabile CIAI di #tu6scuola -. Sono ragazzi tra gli 11 e i 14 anni che negli anni più impegnativi della loro crescita – l’adolescenza – si confrontano con sistemi scolastici fragili o non sempre adeguati a fare emergere le loro potenzialità e abilità”.

La risposta di #tu6scuola – #tu6scuola vuole creare un modello sostenibile per rendere la scuola equa e inclusiva, perché sia un luogo dove imparare a scegliere e sperimentare il mondo, ogni giorno: un sistema capace di rivolgersi ai ragazzi non solo come destinatari ma come protagonisti, consentendo ai singoli territori di diventare “motori” del cambiamento politico-educativo. La scuola diventa punto di riferimento di una rete di soggetti, così da potenziare la responsabilizzazione e la funzione educativa diffusa.

Tra le azioni più significative del progetto vi sono i Laboratori Saltaclasse e Fuori Orario, durante e dopo l’orario scolastico, momenti di aggiornamento per insegnanti, orientamento per genitori e ragazzi: il tutto avviene attraverso modalità partecipative e interdisciplinari, dando sempre molto spazio alle condivisioni e alle sinergie con il territorio di riferimento. L’obiettivo finale è quello di costruire e rafforzare la comunità educante intorno alla scuola, per sostenere il percorso dei ragazzi nelle loro scelte più importanti (cfr. scheda attività).

“L’elemento innovativo del progetto – conclude Cristoferi – consiste non solo nella possibilità di valorizzare su scala nazionale un modello di didattica attiva e di espansione del ruolo della comunità territoriale, ma anche di consentire a questo modello di essere replicabile in contesti diversi”.

*Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con il Sud. www.conibambini.org

“Da bambino ero un pessimo alunno perché avevo paura di non sapere rispondere alle domande che mi ponevano gli adulti. La reazione degli adulti è sempre la stessa: anche loro hanno paura. Tutto questo ha a che vedere con la solitudine, dei bambini, degli insegnanti, dei genitori. Bisogna eliminare questa solitudine” (Daniel Pennac)

 

 

#tu6scuola si presenta a Città di Castello

Oggi, 27 novembre, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto #tu6scuola, organizzata da Fondazione Hallgarten – Franchetti Centro Studi Villa Montesca presso la Sala del Consiglio comunale di Città di Castello (PG).

L’appuntamento ha dato l’opportunità di condividere l’avvio del progetto con il territorio di Città di Castello. Il comune ha infatti aderito al progetto proponendosi di valorizzare le attività̀ educative, sociali e culturali che verranno realizzate a livello territoriale contribuendo alla risonanza del progetto a livello nazionale.

Alla conferenza erano presenti anche rappresentanti del Comune di San Sepolcro e il presidente della comunità educante dell’Alto Tevere, a testimonianza del desiderio da parte dei comuni di aderire a una progettualità condivisa che lavora sulla costruzione di una comunità educante.

C’è grande partecipazione per un progetto che dà la possibilità di lavorare per tre anni sul ciclo scolastico ritenuto più vulnerabile, quello della scuola media, dove i ragazzi/e si trovano a fare i conti con un sistema scolastico che li mette di fronte a delle scelte. Una fase delicata in cui lo studente può perdere la sua motivazione e la fiducia nella scuola come opportunità di crescita e di sviluppo di sé che può portare all’abbandono scolastico.

 

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