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#tu6scuola

Agorà, tablet, LIM: la rivoluzione della didattica digitale

Una delle azioni di #tu6scuola si rivolge agli interventi negli spazi scolastici, non solo perché circa la metà delle scuole italiane non è in possesso di un certificato di agibilità e/o abitabilità (45%), ma anche perché un ambiente piacevole e organizzato migliora l’apprendimento e stimola la motivazione dello studente (approfondisci qui).

Ecco perché è con grande gioia che annunciamo la realizzazione dell’ aula 2.0. presso la scuola secondaria di primo grado “A. Gemelli”  dell’ICS Capponi di Milano.

Realizzata grazie al contributo di Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, l’aula è predisposta per modificare la modalità di apprendimento della didattica quotidiana attraverso l’utilizzo e il supporto delle tecnologie, ma non solo.

L’aula 2.0 “Agorà” dell’istituto Capponi prende, infatti, il nome dall’agorà montessoriana a cui si rifà anche nella predisposizione dell’arredamento.

I banchi colorati e a forme componibili danno così vita a un ambiente di studio facilmente adattabile al lavoro in gruppo o individuale. Gli alunni possono stimolare e potenziare  le loro capacità attraverso modalità compatibili differenti. L’aula è organizzata in diverse aree funzionali: è dotata di tablet per ogni studente e di LIM con videoproiettore, di armadietti per contenere i materiali scolastici e di pouf e divanetti nello spazio dedicato all’agorà.

L’aula 2.0, realizzata nel corso del secondo quadrimestre (nonché I annualità di #tu6scuola), è già operativa. Proprio lì infatti si è svolta la presentazione in esclusiva del Cinegame, realizzato dagli allievi delle classi prime nell’ambito dei laboratori Saltaclasse.

La realizzazione dell’aula 2.0 contribuisce inoltre all’avvio della Scuola della Responsabilità, dove la didattica integra metodologie metodologie attive, quali l’apprendimento cooperativo, e di ispirazione montessoriana, come l’agorà appunto, luogo di discussione e condivisione. Cartteristiche che consentono, di volta in volta, di individuare le risposte più efficaci per perseguire un determinato obiettivo (Parmigiani, 2009).

Nel plesso Gemelli, già dal prossimo anno scolastico è prevista l’attivazione di due sezioni della scuola della responsabilità che potranno beneficiare dell’aula realizzata grazie a #tu6scuola.

 

Cinegame: avventure interattive per imparare a scegliere

È online www.cinegame.eu, la piattaforma che raccoglie le avventure interattive create dagli studenti delle scuole di Ancona, Bari, Città di Castello, Milano, Palermo e Rovellasca, nell’ambito dei Laboratori Saltaclasse, con la direzione creativa dei registi e sceneggiatori Davide Barletti e Gabriele Gianni.

Cinegame_1I Laboratori Saltaclasse sono una delle azioni di #tu6scuola promosso da CIAI come organizzazione capofila, con Cinemovel Foundation per la progettazione e lo sviluppo, Ed-Work per la parte educativo-pedagogico, Gnucoop per lo sviluppo della piattaforma online, e un grande partenariato composto da 26 soggetti.
#tu6scuola è un progetto nazionale triennale che propone un nuovo modello educativo per prevenire e contrastare la dispersione scolastica negli studenti nella fascia di età 11 – 14 anni. Un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Con i laboratori Saltaclasse, Cinemovel coinvolge ogni anno 300 ragazze e ragazzi durante la loro prima media. A partire dal 2018, e fino al 2021, grazie ai Laboratori Saltaclasse gli studenti danno vita ai cinegame, racconti a bivi fatti di immagini in movimento, in cui le tecniche classiche della narratologia si mescolano a quelle del gaming.

Lavorando sul concetto di bivio e scelta narrativa e sulla messa in scena in un set ispirato alle tecniche del proto-cinema, ai trucchi di Méliès e al teatro delle ombre, gli studenti, accompagnati dal team di Cinemovel e dai docenti, inventano storie, creano ambientazioni e personaggi, costruiscono oggetti di scena e costumi, fino all’interpretazione davanti alla videocamera.

Ogni scuola costruisce una mappa tra reale e fantastico, da cui affiorano storie, leggende, aneddoti, mondi reali legati al proprio contesto di riferimento, e mondi fantastici e desiderati. In questo viaggio spazio-temporale si compiono scelte, e si costruisce il proprio bagaglio fatto di oggetti, parole ed emozioni, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza rispetto al ruolo che si gioca nella propria crescita e nel contesto in cui si vive.

Le voci dei protagonisti

“Ho iniziato questa avventura con un grande timore, che nasce da una supponenza propria del mondo degli adulti: i ragazzi di oggi non sono i ragazzi di ieri (ovvero noi adulti). Il solito mantra in parte supportato da fatti evidenti, ovvero quello di vivere in un’epoca di bulimia iconica, di ricezione acritica delle immagini, di abbassamento preoccupante della soglia d’attenzione, di analfabetismo visivo. Se trasformassimo questo lamento corale in qualcosa di diverso? E se tra difese antiche e un’iper-tecnologizzazione sempre più vistosa e veloce, recuperassimo la volontà di rendere didattica l’avventura?”

Davide Barletti, regista e sceneggiatore

“Con questo laboratorio vogliamo contribuire ad aumentare gli stimoli culturali e la diversità, a rafforzare la sicurezza delle ragazze e dei ragazzi in loro stessi, a educare all‘accettazione degli errori come processo necessario di crescita. Il cinema è fatto di errori e soluzioni, di scelte e collaborazione, per questo pensiamo sia una palestra ideale per i giovani, e un’occasione per respingere quei meccanismi esterni fatti per assecondare una parte di noi stessi più in superficie delle altre.”

Gabriele Gianni, regista e sceneggiatore

“È uno straordinario viaggio nella Scuola italiana, un’opportunità unica di contatto con ragazze e ragazzi che crescono in contesti tra loro differenti per dimensioni, tradizioni, condizioni sociali e culturali, accesso a opportunità e servizi. È un incontro tra la sorpresa del cinema ed espressività e immaginari vari, al tempo stesso legati tra loro da un comune patrimonio visivo di riferimento.”

Vincenzo Bevar e Cecilia Conti, project manager di Cinemovel

“Le azioni di #tu6scuola, sviluppate secondo un approccio partecipativo, mirano a stimolare la motivazione e l’inclusione di studenti ma anche insegnanti, genitori, cittadini e istituzioni “Siamo convinti che la risposta alla dispersione sia tornare a vedere la scuola come una grande opportunità. Grazie al lavoro partecipativo gli studenti sperimentano una dimensione sociale che riconosce la creatività e la collaborazione, in cui l’errore è una possibilità e si possono fare delle scelte tutelate in cui scoprirsi finché non si è pronti a farlo in autonomia. Questo processo genera così un modello che premia la scelta, il confronto, il pensiero critico e promuove la fiducia nel futuro, alla base della motivazione nella scuola e nella vita adulta.”

Paola Cristoferi, responsabile del coordinamento dei progetti educativi CIAI.

Fine dell’anno, evviva #tu6scuola!

La fine dell’anno scolastico si avvicina e #tu6scuola festeggia un anno ricco di progetti, incontri e sorprese.

Si comincia mercoledì 29 maggio con l’ultimo tour dell’anno per la Carovana Cinemovel. Prima tappa Rovellasca per poi concludere il 5 giugno a Bari. In quest’ultimo tour Cinemovel, insieme ai partner territoriali, presenta il risultato congiunto dei laboratori Saltaclasse: cinegame.eu, la piattaforma che riunisce i racconti interattivi scritti e interpretati dagli alunni delle scuole #tu6scuola.

Ecco gli appuntamenti in tutte le scuole:

  1. Rovellasca 29/05
  2. Milano 30/05
  3. Palermo 31/05
  4. Ancona 3/06
  5. Città di Castello 4/06
  6. Bari 5/06

 

A Palermo, sempre mercoledì 29 maggio, si svolge la festa che celebra la I annualità di #tu6scuola presso il plesso Roncalli a cura di CESIE, SEND, Officina Creativa Interculturale e associazione Nahuel. L’invito è aperto all’intera comunità scolastica, ai genitori degli studenti della scuola secondaria e a quelli degli attuali alunni e alunne delle

attuali classi quinte primaria, in un’ottica di continuità didattica e avvicinamento all’esperienza della scuola secondaria, poiché la seconda annualità del progetto coinvolgerà soprattutto le future classi prime della scuola secondaria.

Il programma della festa, che ha inizio alle 15.45, prevede la consegna degli attestati di partecipazione, le performance di danza e calcetto e la presentazione dei laboratori #tu6scuola.

 

A Rovellasca, ASPEm ha organizzato, in collaborazione con il Comune e l’I.C.S. Rovellasca, una mostra con le fotografie realizzate dai ragazzi che hanno frequentato il Laboratorio Fuoriorario “Migliora la tua città”. L’evento restituisce alla cittadinanza l’analisi che i ragazzi hanno fatto su pregi e difetti della loro città proprio nell’ambito del percorso sviluppato con il Laboratorio Fuoriorario di #tu6scuola.

La mostra verrà allestita nel parco cittadino il giorno 14 giugno dalle 14.30 alle 19.30

A presto per i prossimi aggiornamenti!

Fuoriorario a Palermo: un viaggio per il mondo attraverso la danza.

Foulard colorati, ventagli, bastoni, un tamburo, un mappamondo. Questi sono gli attrezzi che rappresentano e accompagnano il laboratorio Furiorario di Palermo dedicato alla danza.

ll laboratorio di attività coreutiche gestito da CESIE è iniziato a dicembre 2018 e prosegue fino alla fine dell’anno scolastico. Coinvolge giovanissime studentesse della scuola superiore di primo grado dell’Istituto Comprensivo Statale Amari-Roncalli-Ferrara di Palermo.

Palermo_Fuoriorario_Attività

Il laboratorio è condotto dall’esperta Soad Ibrahim, ballerina con esperienza decennale sia nell’ambito dell’educazione al movimento per l’inclusione sociale che al dialogo interculturale. 

Per le attività coreutiche svolte nell’ICS Amari-Roncalli-Ferrara, il suo approccio ha attinto anche alla Danza Movimento Terapia, oltre a elementi di danza contemporanea e danze provenienti da vari paesi europei e extraeuropei. Gli esercizi di riscaldamento e preparazione alla danza provengono invece dallo Yoga.

Questa mescolanza di discipline permette di creare un percorso variegato pensato ad hoc per i partecipanti per:

  • sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e di sé stessi
  • imparare ad esprimersi liberamente attraverso il movimento
  • imparare a relazionarsi con i compagni attraverso l’espressione corporea

Soad ci racconta l’evoluzione graduale di una bellezza che sboccia ogni giorno “I nostri incontri iniziano e si concludono in cerchio e questo ci permette di ritrovarci e di creare il nostro spazio al di fuori di tutto il resto.”

Come in ogni percorso, ogni incontro costruisce la base per il passaggio successivo verso una maggiore consapevolezza di se stessi e degli altri intorno a noi.

Conclude speranzosa Soad: “so che qualcosa dentro di loro si sta seminando e anche se non subito, in futuro sboccerà. Il mio lavoro di danza terapia è un piantare semini, nulla di più. Poi la vita ha la sua saggezza e fa il suo corso. Allora quel poco che posso fare cerco di farlo al meglio”

Intervallo: “Corpo docente in scena”

“Corpo docente in scena”: un titolo affascinante di un percorso laboratoriale pensato per gli insegnanti, protagonisti di #tu6scuola anche nell’ istituto secondario di primo grado Gramsci a Milano. Tra le azioni del progetto anche quella di aggiornamento per docenti è rilevante in quanto oltre a rispondere ai bisogni formativi, si propone di rendere sostenibile e replicabile il modello educativo di #tu6scuola.

Milano_corpo docente in scenaPer saperne di più abbiamo incontrato Paola Scalas, ideatrice e conduttrice del laboratorio che si concluderà a maggio.

Si va in scena o si entra in classe?

Tutte e due le cose! scherzi a parte, questo laboratorio della durata di due ore e mezza più mezz’ora di riflessione e approfondimento finale è pensato appositamente per gli insegnanti, mutuando alcune tecniche dal teatro. Si lavora sul movimento, sulla relazione e sull’improvvisazione.

Perché proprio il teatro come strada scelta?

E’ uno strumento perfetto per gli aggiornamenti dei docenti perché è tipico del teatro stimolare il cambiamento, la mentalità, rende duttili, aperti alla trasformazione. Gli insegnanti oggi hanno necessità di essere ancora più adattabili alle diverse condizioni, ai contesti, ai ragazzi che hanno di fronte e che sono in continuo cambiamento.

Cosa accade durante gli incontri?

Aiutiamo i docenti a riappropriarsi del proprio sentire; nella relazione con gli altri – colleghi, genitori, studenti – grazie a quello che accade durante il laboratorio dovrebbero essere più in grado di comprendere le situazioni. Inoltre cerchiamo di fornire strumenti utili perché gli insegnanti possano capire meglio quello che accade in classe e prendere eventualmente decisioni o direzioni diverse da quelle pensate in un primo momento.

Come vivono oggi la scuola, gli insegnanti?

Dal nostro punto di osservazione possiamo dire che li vediamo molto affaticati emotivamente. Si sentono poco compresi, sono assaliti da scadenze che li obbligano a replicare modelli e procedure: hanno così poco tempo per dare attenzione a singoli aspetti o problemi. Inoltre non dobbiamo dimenticare che i docenti si relazionano con alunni sovrastimolati, che non conoscono il silenzio, con i quali occorre interagire in modo diverso dal passato. Anche organizzare una lezione frontale richiede molta più fatica che in passato.

E le relazioni tra insegnanti?

Anche in questo caso osserviamo che gli insegnanti hanno poca relazione tra loro. Quasi non si conoscono. Interventi di questo tipo servono anche per agire in questo stato di cose.

Come si sentono i partecipanti ?

Le maestre spesso ci dicono: “Oggi a che gioco giochiamo?” . Con il che significa che dopo i primi incontri siamo riusciti a entrare in una dimensione ludica e positiva.

Ancona, Terra di mezzo

di Silvia Giovanella – Siamo Terra di mezzo, in tutti i sensi: centro Italia, città di medie dimensioni, lungi dallo sperimentare le situazioni emergenziali tipiche delle periferie metropolitane, l’area si caratterizza da tassi di immigrazione in crescita esponenziale, da famiglie sempre più spesso mono-genitoriali, da ragazzi sempre più soli e da un’offerta di servizi di supporto piuttosto carente.

In questo quadro alla scuola si demanda un livello di centralità e di responsabilizzazione sempre maggiore, un ruolo nevralgico nella vita di relazione di bambini e ragazzi che, se non opportunamente supportato, rischia di diventare uno sforzo insostenibile.

Gioco di squadra per la scuola – In questo contesto stanno sperimentando per la prima volta il gioco di squadra due partner territoriali, la cooperativa sociale Opera e l’IC Grazie Tavernelle.

Opera è una cooperativa sociale di tipo B, che favorisce l’inclusione lavorativa delle persone a rischio di emarginazione sociale; è cresciuta grazie ad un dialogo costante ed uno stretto rapporto con il proprio territorio e all’ascolto dei suoi bisogni contingenti dei soggetti più deboli, sia individuali sia di comunità. Si sono moltiplicati gli sforzi in tutte le direzioni possibili, collaborando a progetti con enti pubblici e non, con altri soggetti non profit, con le scuole di ogni ordine e grado, con i sistemi museali per far crescere il valore di iniziative pro-sociali.

Per l’IC Grazie-Tavernelle è stato coinvolto il plesso della scuola media Marconi caratterizzata da 18 classi, per un totale di oltre 380 studenti ed oltre 40 docenti.

L’offerta formativa della scuola, grazie ad una dirigenza molto attenta e sensibile ai bisogni educativi e non solo dei ragazzi, si è così potuta dotare di strumenti in più.

Saltaclasse, un successo; Fuori orario, per vivere la scuola – Gli studenti dele classi prime stanno sperimentando con grandissimo entusiasmo i laboratori Saltaclasse. Due classi sono coinvolte nell’elaborazione del libro-game proposto da Cinemovel Foundation, altre quattro partecipano ai programmi didattici in tema di educazione finanziaria, sviluppo sostenibile e lotta allo spreco proposti da Feduf (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio).

Oltre a queste iniziative proposte in orario curriculare, si è dato supporto anche a quelle pomeridiane, attraverso i laboratori Fuori orario, che prevedono laboratori di musica, danza, teatro ed il supporto allo studio con l’aiuto compiti.

Sempre dedicate ai ragazzi le iniziative in materia di orientamento declinate secondo i bisogni specifici di studenti di prima, seconda e terza media, quindi la conoscenza di sé e delle proprie emozioni come individui, in un contesto di gruppo e, quindi, nel mondo.

Genitori e insegnanti – Per le famiglie è stato attivato uno Sportello di orientamento, mentre per i docenti è attualmente in corso il primo degli interventi di aggiornamento a loro dedicati: un corso teorico-pratico di formazione teatrale.

Quando l’economia diventa educazione finanziaria e civile.

Quando si parla di economia si pensa a una scienza difficile, con formule e teorie poco comprensibili. Invece  “conoscere l’economia” significa comprendere meglio la nostra vita quotidiana, il nostro paese, la nostra famiglia.

L’economia ci è molto più vicina di quello che pensiamo, ecco perché il progetto #tu6scuola prevede degli incontri di avvicinamento all’economia curati da FEduF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) già nelle scuole secondarie di primo grado.

Oggi 20 marzo, si è tenuto il primo incontro alla scuola IC Tavernelle di Ancona a cui hanno partecipato quattro classi prime.

L’intervento è composto da due parti: la prima introduce i ragazzi alle tematiche economiche e finanziarie e la seconda è dedicata alla sostenibilità dei consumi.

Nella prima parte i ragazzi sono invitati a riflettere sulle questioni che loro stessi affrontano in prima persona. Dalla gestione della paghetta, alla lotta allo spreco.

Nella seconda parte propone ai ragazzi una riflessione sullo sviluppo e l’economia sostenibili, la tutela e il risparmio di risorse, la lotta allo spreco di cibo, la finanza etica.

La partecipazione dei ragazzi è stata attiva e rivela quanto già nelle classi prime ci sia una grande attenzione all’attualità. Le domande rivolte alle esperte spaziavano dalla tecnologia, alle notizie dei telegiornali, chiedendo il significato dei Bitcoin, del trading online e della bancarotta.

Ha colpito poi il video denuncia di Greta Thunberg che ha riportato l’attenzione sulla possibilità di impegnarsi in prima persona e sul protagonismo delle proprie scelte economiche ad ogni età.

 

Superare le difficoltà con lo sport, la lettura, l’arte e la musica

L’Italia è un Paese dove sono ancora troppi i minori che non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati.

In Italia soltanto il 12,6% dei minori tra 0 e 2 anni ha usufruito di servizi servizi comunali per l’infanzia, quali nidi e servizi integrativi (dati ISTAT, rapporto BES 2018).

In media circa il 70% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno. La Basilicata vanta un’offerta di poco superiore al 50%, mentre in Molise, Sicilia, Campania, Abruzzo e Puglia più dell’80% delle classi non garantisce l’orario prolungato.

Il tempo pieno rappresenta un indicatore di opportunità di apprendimento sia in riferimento al numero di ore per le attività didattiche, sia a quello per le attività extra-curricolari, e per il sostegno ai bisogni educativi speciali.

I ragazzi che provengono da famiglie più svantaggiate dal punto di vista economico, sociale e culturale, appartenenti al 25% più disagiato (indicatore OCSE-PISA), ma che vivono in contesti dove l’offerta culturale e ricreativa è maggiore rispetto alla media nazionale hanno il triplo delle probabilità di emanciparsi dai contesti di disagio sociale ed economico.

Rispetto ai coetanei che vivono in contesti dove l’offerta è limitata, ad esempio accesso al cinema, teatro, mostre e musei (attività identificate dall’indice composito ISTAT), chi vive in contesti più stimolanti mostra anche risultati migliori in matematica e lettura.

Dati particolarmente significativi che sottolineano l’importanza della scuola come ambiente di crescita e della comunità nell’offrire opportunità educative.

Fuoriorario a Palermo: raccontare una storia con uno scatto

Sono lontani, e per alcuni anche sconosciuti, i tempi in cui si teneva il conto degli scatti disponibili sul rullino. La fotografia digitale ci ha liberati dalla dipendenza dei rullini analogici e ha sdoganato lo scatto libero e continuo, cambiando il nostro rapporto con la fotografia e la nostra immagine.

Anche il vocabolario si è evoluto: il passaggio dalla parola autoscatto al prestito inglese selfie non definisce solo una moda linguistica ma porta con sé significati e associazioni dotate di specifiche peculiarità, legate alla fotografia digitale e ai social network.

In questo contesto si inserisce il Laboratorio di fotografia Fuoriorario curato da Officina creativa Interculturale rivolto agli studenti della scuola IC Amari Roncalli Ferrara di Palermo: i ragazzi imparano a trasformare un’azione diventata quasi inconsapevole – scattare foto o selfies con lo smartphone  – in un’occasione di riflessione e consapevolezza.

Le lezioni di fotografia sono state quindi ideate per far scoprire un diverso tipo di approccio a un’arte preziosa e poetica che può essere strumento utile per le narrazioni.

Attraverso la fotografia gli studenti, infatti, scoprono come raccontare una storia anche solo con uno scatto e imparano a utilizzare l’obiettivo della macchina fotografica o dello smartphone per raccontare una storia.

Oggi il 94% degli italiani possiede uno smartphone o un telefono cellulare, per cui abbiamo sempre a disposizione una macchina fotografica tascabile con la quale immortalare la nostra vita come dimostra Italy in a Day – Un giorno da italiani il documentario del 2014, diretto da Gabriele Salvatores. Grazie al laboratorio di fotografia Fuoriorario, gli studenti apprendono già alle scuole medie l’arte del racconto attraverso l’immagine.

Inizia il viaggio Saltaclasse del fantasy che attraversa l’ltalia

È iniziata la fase due dei laboratori Saltaclasse, il percorso che porta gli studenti delle classi prime a cimentarsi con il mondo del cinema realizzando un progetto comune e condiviso tra 5 regioni differenti.

#tu6scuola saltaclasse

Nei mesi scorsi le classi coinvolte hanno lavorato a distanza per creare i blocchi narrativi che costituiscono il racconto interattivo. Guidati dagli insegnanti e dagli elementi prescelti (oggetti di scena, fondali, suoni, numero di protagonisti, elementi del proprio territorio) gli studenti hanno sperimentato il cooperative learning e la narrazione collettiva per raggiungere il primo risultato del laboratorio: l’elaborazione della storia.

Il primo anno delle medie è l’anno in cui i ragazzi escono dal mondo protetto dell’infanzia per entrare in quello caotico dell’adolescenza. Il mondo magico e infantile, fatto di giochi fantastici e amici immaginari deve lasciare il posto alle responsabilità del nuovo percorso di studi e di vita, che culminerà nell’ultimo anno delle scuole medie, quando ragazzi e famiglie dovranno decidere se e come continuare il percorso di studi.” Così Davide Barletti e Gabriele Gianni, a cui Cinemovel ha affidato la direzione creativa, spiegano il laboratorio di cinema interattivo che coinvolge 300 ragazzi e ragazze durante il loro primo anno di medie in sei scuole di sei città italiane.

Davide Barletti registaPer questo lavorare sul concetto di bivio e di scelta sin dal primo anno è importante, per dare ai ragazzi strumenti alternativi sia nello studio che nella valutazione del proprio tempo libero e della vita quotidiana.”

Accompagnati da Ed-Work per il progetto educativo-pedagogico e da Gnucoop per lo sviluppo della piattaforma interattiva, Cinemovel dà vita ad una grande storia interattiva, scritta e interpretata dagli studenti delle scuole italiane.

Lunedì 18 febbraio la carovana di Cinemovel ha avviato un nuovo viaggio con gli studenti dell’IC Capponi per rivedere le storie e organizzare la suddivisione dei ruoli. La scuola si è quindi trasformata in un vero e proprio set cinematografico, con un’équipe dedicata ai costumi e alla realizzazione degli oggetti di scena, il laboratorio multimediale e gli attori.

Le storie create e trasformate in immagini in movimento sono raccolte su una piattaforma, dove l’utente potrà scegliere il percorso della sua avventura attraverso i bivi narrativi ideati dagli studenti, proprio come accade in un libro-game.

Cinemovel proseguirà poi il viaggio nelle scuole di Bari, Rovellasca, Ancona, Città di Castello e Palermo.

 

Ciak si gira!

 

DOVE MI TROVO?