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Redazione #tu6scuola

DAD, un anno dopo: cosa pensano gli italiani?

Live animation da remoto – L’esperienza in classe (Laboratorio a cura di Cinegame)

DAD promossa o bocciata? A un anno dal suo ingresso ‘prepotente’ nella vita di tutti, 7 italiani su 10 bocciano la didattica a distanza (DAD) a favore della scuola in presenza e del suo ruolo educativo, fatto di socialità, contatto, relazioni. Pur valutandone la necessità in un contesto di emergenza, questo tipo di didattica non è ritenuto adatto alla crescita e allo sviluppo di bambini e ragazzi.

Il sondaggio, con focus sui genitori con figli in età scolare (5-17 anni) e insegnanti, è stato promosso da Con i Bambini e realizzato da Demopolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Dal 15 marzo, con oltre la metà delle regioni italiane in rosso e la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, oltre 7 milioni di studenti sono rimasti a casa proseguendo la scuola con la didattica a distanza. Una situazione che si è aggiunta alla precedente realtà: circa 5,7 milioni di ragazzi e ragazze erano già in DAD.

Tra i problemi segnalati e emersi con maggiore frequenza la distrazione degli studenti durante le lezioni (73%) cui fa seguito la situazione emotiva e psicologica dei ragazzi, provati da limitazioni sociali – dalle amicizie allo sport (63%); difficoltà o carenze tecnologiche in famiglia sono al terzo posto dei problemi evidenziati (51%).

La gran parte degli italiani – 7 italiani su 10 – si è poi dimostrata favorevole alle proposte di prolungare l’apertura delle scuole in estate, per dare la possibilità a ragazze e ragazzi di recuperare la socialità  e svolgere attività all’aperto (lavoratori, sport, attività creative e artistiche): un progetto ancora in fase di valutazione in quanto a effettiva possibilità di attuazione, anche per la partecipazione e presenza di insegnanti. Emerge tuttavia in modo chiaro un concetto alla base dei progetti come #tu6scuola:  il ruolo fondamentale della comunità educante nella crescita dei giovani, come evidenziato lo scorso 3 marzo in occasione del primo Tavolo Nazionale sulla comunità educante promosso dal partner di progetto Centro Studi Villa Montesca.

 

A Città di Castello, lettura espressiva per le seconde e le terze

Tra chiusure, riaperture e quarantene, nelle scuole del progetto proseguono i laboratori Saltaclasse.

Nonostante le difficoltà, infatti, le attività creative e artistiche rappresentano un’opportunità per offrire a ragazze e ragazzi sostegno e motivazione in un periodo così delicato.

Di questa idea è anche la Scuola Media Alighieri Pascoli di Città di Castello, che proprio sulla base di questo ha deciso di aprire a tutte le classi alcune attività normalmente rivolte esclusivamente alle sezioni partecipanti al progetto.

Mario Pietramala

Mario Pietramala

È il caso del Laboratorio di lettura espressiva previsto per lunedì 29 marzo, rigorosamente a distanza, rivolto a tutte le classi seconde e terze.

L’attività, organizzata dalla Fondazione Hallgarten – FranchettiCentro Studi Villa Montesca vede per protagonista Mario Pietramala, attore professionista, formatore ed esperto di tecniche teatrali e comunicative.
Si tratta della prima fase di un percorso più articolato, che porterà alla creazione di un podcast creato dagli studenti.

 

Aspettiamo con ansia di ascoltare il lavoro dei ragazzi e delle ragazze! Nel frattempo, per i curiosi, sarà possibile seguire in diretta streaming l’incontro di lunedì sul canale Youtube della Fondazione Villa Montesca.

“La dispersione scolastica non si combatte a distanza”

 

“Lo abbiamo sempre sostenuto e ora arrivano evidenze scientifiche che lo confermano: alla riapertura delle scuole non è corrisposta una crescita della curva pandemica. E in Italia, dove le classi sono rimaste chiuse più a lungo che in altri Paesi europei, non c’è correlazione significativa tra diffusione dei contagi e lezioni in presenza. Questo significa che i nostri bambini e ragazzi, dalle elementari al liceo, stanno scontando sulla propria pelle effetti importanti delle chiusure – dalla scuola alle attività sportive e alle occasioni di socialità – : ci auguriamo che, alla luce di questa ricerca, siano prodotti seri cambiamenti a tutela del benessere di bambine, bambini, adolescenti”.

Paola Cristoferi, coordinatrice del progetto #tu6scuola di CIAI, commenta i dati della ricerca svolta da un gruppo di  epidemiologi, medici, biologi e statistici, pubblicata oggi sui media nazionali: lo studio analizza i dati a disposizione del Miur e li incrocia con quelli delle Ats e della Protezione civile fino a coprire un campione iniziale pari al 97% delle scuole italiane, ovvero più di 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnanti. Un campione quindi significativo e rappresentativo della popolazione scolastica che comprende anche i beneficiari del progetto #tu6scuola, adolescenti di sei scuole secondarie di primo grado a Milano, Rovellasca, Ancora, Città di Castello, Bari e Palermo.

“Una cosa è certa: non possiamo combattere la dispersione scolastica a distanza. Noi di #tu6scuola abbiamo cercato,  con tutti gli sforzi, di adeguare il progetto nel corso di un anno in cui le scuole, a seconda delle regioni in cui si trovano, hanno dovuto adeguarsi alle diverse disposizioni; tuttavia siamo consapevoli che i supporti tecnologici (pc, tablet..) forniti da #tu6scuola grazie anche ai nostri donatori, non sono sufficienti per arginare la dispersione scolastica e attuare appieno il modello di scuola inclusiva. Per questo abbiamo anche attivato ore di sostegno e supporto tecnologico così da facilitare la didattica a distanza o mista”.

Il progetto #tu6scuola, nel corso di questo anno difficile di pandemia, è proseguito ovunque per garantire qualità e sostegno alla didattica con attività di sostegno allo studio per gli alunni fragili nonché orientamento per famiglie, studenti e docenti. Per questi ultimi è stata creata la piattaforma di e-learning tu6prof, grazie al supporto di STMIcroelectronics Foundation.

 

tu6prof: “Io, insegnante, a scuola di DAD”

Floriana Sutera è una alunna modello, a detta di tutti i suoi insegnanti, con la previsione di una bella pagella. Scherzi a parte, non stiamo parlando di una alunna in DAD bensì di una insegnante siciliana che sta frequentando con interesse e passione i corsi proposti dalla piattaforma tu6prof.it. E si sa, se gli alunni vedono un insegnante studiare, comprendono ancora meglio il valore dell’apprendimento continuo nella propria crescita personale.

La formazione digitale, offerta a tutti gli insegnanti ed educatori che lavorano nelle sei scuole italiane interessate dal progetto #tu6scuola, si concentra proprio su tematiche e ‘materie’ che in certi casi affliggono da mesi gli insegnanti. Tutti ormai sono consapevoli di essere stati coinvolti da una rivoluzione della didattica che impone non solo una diversa metodologia di docenza, ma anche diversi moduli di aggiornamento professionale. Che la si definisca didattica integrata, mista, a distanza, è sempre una modalità di docenza che utilizza la tecnologia e le sue possibilità per trasmettere sapere ed esperienza a bambini e adolescenti.

Su tu6prof si trovano sia corsi sincroni, ovvero realizzati in diretta per facilitare l’interazione con i partecipanti, che asincroni, registrati e fruibili in qualsiasi momento della settimana e della giornata. Le materie spaziano nell’ambito della didattica a distanza e accompagnano i docenti, anche inesperti sotto gli aspetti della tecnologia, fino a un buon livello di regia della lezione e della classe, per arrivare a lezioni efficaci, utili e fruibili più facilmente anche dagli alunni a casa.

 

Abbiamo chiesto a Floriana Sutera di raccontarci la sua esperienza.

La nostra dirigente ci ha prospettato questa formazione – racconta l’insegnante del plesso di Palermo “Rita Borsellino” che include gli istituti Amari, Roncalli e Ferrara -. Mi è parsa subito una occasione da prendere al volo, dato il periodo che stiamo vivendo e le difficoltà che incontriamo ogni giorno per poter garantire la continuità della didattica.

Cosa le piace di questa formazione?

Rispetto ai corsi che durano una o due ore, con il rischio di non imparare molto, questi corsi sono più allettanti. Si riesce ad approfondire gli argomenti, a interagire, a portare le proprie esperienze.

Quanti corsi ha seguito ad oggi?

Ho seguito “Coaching formativo per informatica di base”: eravamo pochi partecipanti quindi è stata quasi una lezione privata in cui siamo partiti da nostri casi reali, verificatisi in classe. Il fatto che queste lezioni non siano frontali ma interattive è molto utile.

Ho poi frequentato due corsi che a mio avviso sono stati eccellenti ovvero “Schermi in classe” e “Didattica mista e valutazione”: ho appreso davvero molto, sento di poter essere più utile a lezione, di avere risorse in più per me e per i miei studenti.

Ho poi frequentato anche “Realizzare lezioni a distanza efficaci”; in generale sono soddisfatta di quello che ho appreso e potrò trasmettere ai ragazzi, anche grazie ai docenti, tutti molto preparati e coinvolgenti.

Che ne pensa dei corsi asincroni, proposti per dare maggiore libertà a voi insegnanti, visti i molti impegni?

I corsi in modalità asincrona non incontrano molto il mio interesse, a dire il vero. Io avevo seguito “Metodologia per la didattica attiva”. 

Avendo sperimentato i corsi in modalità sincrona, ci si rende conto di quanto il lavoro di confronto sia ricco. Si è guidati passo passo dal problema alla sua risoluzione, obbligandoci a lavorare da soli per poter essere poi autonomi. Nel corso asincrono, che pure è comodo se si hanno molti impegni, si rischia di non acquisire tutte le conoscenze o magari di ‘perdersi’.

Altri suoi colleghi hanno frequentato insieme a lei?

Sì, alcuni e ho proposto questa formazione anche a altri colleghi perché è alta la qualità dei docenti, riescono a farti interagire anche se sei timido e non oseresti fare domande. Sono in grado di gestire la lezione così che chi partecipa si esprima fino in fondo, come se fossero con te nella stessa stanza. Vorrei ribadire proprio questo: anche in questa modalità la buona relazione aiuta l’apprendimento. Perfino per noi insegnanti.

 

I corsi, disponibili fino al 31 marzo su tu6prof.it, sono dedicati a docenti ed educatori che partecipano al progetto #tu6scuola a Milano, Rovellasca, Ancona, Città di Castello, Bari e Palermo.

Comunità educanti #tu6scuola: primo Tavolo nazionale per condividere esperienze

Mercoledì 3 marzo la piattaforma e-learning tu6prof ha promosso un appuntamento ricco di significato per #tu6scuola.

La Fondazione Hallgarten-Franchetti Centro Studi Villa Montesca ha infatti invitato i rappresentanti delle 6 scuole del progetto, gli operatori e i coordinori a condividere esperienze, difficoltà e soluzioni in merito alle Comunità Educanti.

A meno di un anno dal termine del progetto, al netto della pandemia, un’opportunità per fare il punto su una delle azioni chiave del progetto, per la quale la Fondazione è referente di progetto.

Circa 70 i partecipanti, tra dirigenti, docenti, coordinatori e operatori di progetto, che hanno dato voce a territori e realtà diverse, ma con inaspettate affinità.

Comunità Educanti: l’importanza strategica

Paola Cristoferi, coordinatrice di #tu6scuola, ha introdotto l’incontro sottolineando l’importanza delle comunità educanti in un’ottica di sostenibilità. Solo attraverso la costruzione di reti territoriali coese è infatti possibile offrire, da un lato, riferimenti educativi coerenti per i ragazzi e alle ragazze, dall’altro garantire continuativamente alle scuole strumenti e stimoli per innovare la didattica e renderla più varia e viva.

Siamo tutti figure educanti

Fabrizio Boldrini, Direttore della Fondazione Villa Montesca, e a Maria Rita Bracchini, Project Manager, il compito di ribadire i termini della questione.

Il concetto di “educazione”, innanzitutto. E ben pochi si sarebbero aspettati a questo punto che Boldrini si rifacesse alle parole l’allenatore dell’Inter Antonio Conte. Citazione sorprendente, ma assolutamente pertinente: parlando dell’esempio (non sempre buono) offerto dai comportamenti di personaggi in vista come lui, il mister ha infatti recentemente affermato “Siamo modelli educativi”.

Ed è così: l’educazione non avviene solo a casa o a scuola. Anzi, è un percorso nel quale intervengono sia soggetti formalmente riconosciuti come “educatori” (come gli insegnanti), sia tutti coloro con i quali si hanno relazioni. Si tratta di un processo circolare, perché presuppone una continua negoziazione di valori tra tutti i soggetti coinvolti.

Comunità educante sul territorio: collaborazione e condivisione

A livello territoriale, la Comunità educante è un gruppo di organizzazioni sociali (formali, non formali e informali) coinvolte nel percorso educativo dei giovani, che condividono consapevolmente dei valori e mettono in campo delle competenze educative in modo consapevole e coordinato.

Competenza fondamentale della Comunità educante è il Comportamento prosociale ossia volto a favorire gli altri e il bene collettivo. Una competenza che la comunità deve avere e anche saper promuovere.

Le comunità spesso esistono già nei territori, ma in modo inconsapevole. Obiettivo di #tu6scuola è favorire la ricostruzione delle Comunità Educanti nei territori, aiutandole a unirsi intorno a valori condivisi e a perseguire insieme l’obiettivo del benessere e della felicità dei più piccoli e dei più giovani.

In questo quadro, la scuola riveste il ruolo di connettore civico degli attori non formali che la circondano.

Le mappe delle Comunità Educanti nei territori

Il primo passo è stato tracciare il ritratto del contesto socioeducativo in cui si muovono i ragazzi e le ragazze.

Attraverso interviste, incontri e questionari (anche rivolti ai ragazzi stessi) sono stati evidenziati punti di aggregazione, i riferimenti e i diversi stimoli alla partecipazione. Sono state create delle mappe contenenti le relazioni esistenti e quelle da implementare.

Si tratta di un processo co-costruito da tutti i suoi protagonisti. In un’ottica di sostenibilità, la strategia deve essere quella del Welfare generativo: dalla redistribuzione alla rigenerazione di risorse grazie alla responsabilizzazione dei soggetti.

La parola ai territori

Fatte le doverose premesse, i rappresentanti delle sei scuole hanno avuto modo di raccontarsi e porre le basi per un’interazione.

L’ESPERIENZA DI BARI – ICS Ceglie Manzoni Lucarelli

Sul territorio era già presente una comunità operativa. Per renderla “comunità educante”  mancava però una esplicita condivisone di valori.

Il processo di costruzione si è dunque diretto in tal senso, le difficoltà causate dalla pandemia e le prolungate chiusure avvenute in particolare nella Regione Puglia hanno rallentato moltissimo le attività.

Un parziale risultato è comunque rappresentato dalla forte relazione instaurata con il Comitato Genitori. Questa ha contribuito attivamente ad alcune azioni di progetto, in particolare orientando l’attività dei Saltaclasse verso la scoperta del territorio.

Come evidenziato dalla Dott.sa Feldia Loperfido, della Cooperativa Faber City  quello sulla Comunità Educante è un lavoro a più livelli: la capacità di una scuola di catalizzare le risorse educative di un territorio passa infatti per la costruzione di una”comunità di mezzo” coesa e consapevole.

La Prof. Sabrina Pinzaglia ha raccontato come l’esperienza di #tu6scuola abbia stimolato e supportato la scuola: ha offerto ai ragazzi e ai docenti la chance di uscire dai protocolli scolastici con attività insolite e coinvolgenti. Il sostegno offerto dal progetto alla comunità scolastica anche durante la pandemia – con la fornitura di device e assistenza tecnica per famiglie e insegnanti – è stato un esempio di come una rete di alleati sia essenziale nelle difficoltà.

L’ESPERIENZA DI ANCONA – IC Grazie Tavernelle

La Proff.ssa Grazie Piracci, vicepreside dell’Istituto, ha raccontato l’esperienza di una scuola che già da 12 anni lavora sulla comunità insegnante e sulle relazioni con il territorio.

Il contesto di Ancona, e dell’IC Grazie Tavernelle nello specifico, si può definire “fluido”, contraddistinto da tante e varie forme di fragilità. Ciò ha reso la condivisione di valori un elemento fondamentale. La bandiera che guida le azioni della scuola è l’inclusione, la sua vision la costruzione di ponti con territorio e famiglie.

Il corpo docente sente profondamente questi valori: lo dimostra la dedizione e la flessibilità con cui, ad esempio, insegnanti della primaria e della secondaria propongono laboratori agli studenti di entrambi i cicli, senza distinzioni.

L’ottica della Comunità Educante e della solidarietà sono ben presenti nella scuola, che si impegna a offrire ai ragazzi e alle ragazze un’ampia scelta di attività. La palestra dell’Istituto è stata messa a disposizione delle associazioni sportive in cambio non di un affitto, ma di iscrizioni gratuite per gli alunni che ne abbiano bisogno; il dialogo con assistenti sociali e associazione genitori è pressoché quotidiano.

In uno scenario già così evoluto, il progetto ha aiutato a inquadrare gli interventi e la didattica in un’ottica “orientativa”. Il principio per cui “sapere” serve ai ragazzi e alle ragazze per capire sé stessi e orientare le loro scelte ha permesso di dare un senso più definito al complesso di attività della scuola in una luce nuova. Al punto da replicare il modello di #tu6scuola in un’esperienza nuova, destinata agli alunni e alle alunne della primaria.

ROVELLASCA (CO) – ICS Rovellasca

La dirigente Prof.ssa Katia Cristina Longo ha iniziato il suo racconto proprio dalla pandemia, sottolineando come questa abbia avuto l’effetto di mettere in luce criticità, ma anche risorse del territorio.

Anche Rovellasca presenta la sfida di un contesto “fluido”. La cittadina vive una transizione verso una crescente multiculturalità e varietà della composizione sociale dell’utenza. L’approccio dell’Istituto, da sempre molto concentrato sulla didattica, talvolta si rivela non del tutto inclusivo. C’è, da parte della scuola, l’esigenza di mettersi a passo e di svincolarsi da certe rigidità.

L’adesione al progetto #tu6scuola è vista come utile proprio per questo, perché dà valore a competenze prosociali, stimola a guardare gli alunni e le alunne come persone, a concentrarsi sulla loro crescita.

Il lavoro più strettamente legato alla Comunità Educante è stato molto vario e ha messo in gioco soprattutto gli studenti. A loro è stato proposto di immaginare spazi e occasioni di incontro, anche in sinergia con l’amministrazione comunale. Hanno ipotizzato un luogo dove fare compiti, giocare, frequentare corsi; giornate a tema dedicate ad attività socialmente utili (come pulire l’amato parco Lura); tornei ed eventi speciali da organizzare.

Logo della Comunità Educante di Rovellasca

Con il supporto della cooperativa Progetto Sociale, partner territoriale di #tu6scuola, si è da lavorato per coordinare le attività della scuola con quelle dell’amministrazione locale.  Alcuni ragazzi considerati “fragili” sono stati coinvolti in attività di pubblica utilità concordate con il Comune (come la decorazione di spazi pubblici).

Hanno lavorato anche sulla comunicazione e al modo di rendersi visibili agli adulti. Oltre a immaginare i manifesti promozionali per le attività che vorrebbero portare avanti, hanno anche pensato all’immagine coordinata della loro Comunità Educante.

I ragazzi e le ragazze delle classi terze hanno infatti lavorato al loro logo, disegnandolo prima a mano, poi sintetizzandolo nella grafica con gli strumenti digitali.

Hanno creato anche lo slogan: Se il nostro futuro vogliamo migliorare, tutti insieme dobbiamo collaborare.

CITTÀ DI CASTELLO (PG)  – Scuola Alighieri Pascoli

A Città di Castello, dove ha sede la Fondazione Villa Montesca, la Comunità Educante è una realtà consolidata da tempo.

Il dirigente dell’Alighieri Pascoli, Prof. Filippo Pettinari, ha raccontato come ci si è arrivati. L’obiettivo era costruire tessuto connettivo tipico delle piccole comunità, che protegge e indirizza in modo non invasivo il percorso educativo.

L’esigenza era non tanto creare luoghi, soggetti e occasioni, ma di metterli in relazione (scuola, Montesca, società sportive, oratori).

Si è dunque lavorato su un progetto di continuità per l’educazione prosociale, invitando i soggetti del territorio a lavorare su temi condivisi. Si è lavorato con società sportive, si è parlato di bullismo, contrasto alla ludopatia. Le sfide in questo senso non finiscono mai, ma si evolvono in relazione ai cambiamenti del mondo.

Oggi l’attenzione di questa Comunità Educante è rivolta ai social e al loro impatto sulle relazioni dei ragazzi in età adolescenziale.

MILANO – Istituto Comprensivo G. Capponi

Sivia Jelmini, operatrice dell’associazione Celim ha ricordato il percorso fatto a Milano per formalizzare le relazioni già presenti.

Per impulso dell’amministrazione comunale, le scuole milanesi sono generalmente aperte in orario extrascolastico, con corsi erogati da soggetti terzi. Analogamente ad Ancona, la scelta è stata di coinvolgere questi soggetti, trasformandoli in qualche modo in partner.

Con #tu6scuola, operatori esterni sono entrati nelle classi nelle ore pomeridiano per le attività di Orientamento Studenti, Sostegno allo Studio e laboratori Fuori Orario. L’obiettivo della Comunità Educante è stato perseguito in modo indiretto attraverso i laboratori, e attività su temi quali integrazione, inclusione e ambientalismo.

La scuola ha messo a disposizione i propri muri esterni per permettere ai ragazzi di farsi vedere a lasciare un segno del proprio passaggio e del proprio lavoro. Sono stati creati dei murales a tema ambientale che hanno coinvolto i ragazzi profondamente.

È stata organizzata una giornata aperta al quartiere dedicata all’ecologia ed erano in programma ulteriori iniziative, che però sono saltate a causa della pandemia.

PALERMO – ICS Rita Borsellino 

La dirigente Prof.ssa Lucia Sorce ha rievocato l’esperienza maturata in 14 anni di dirigenza.

Una felice e proficua collaborazione con il territorio è nata quasi per caso nel 2013. All’epoca, l’amministrazione comunale voleva progettato di trasformare un parco adiacente alla scuola in area cani, senza offrire un luogo di ritrovo alternativo ai ragazzi.

La possibilità di perdere un piccolo punto di riferimento e aggregazione è stata lo stimolo per una battaglia comune, risoltasi felicemente, prima di una lunga serie di azioni che hanno unito famigle e territorio a suppoto della comunità scolastica.

Anche a Palermo la scuola possedeva le energie e la visione della Comunità Educante, ma non ne aveva la consapevolezza.

Il lavoro condotto dal progetto ha consentito di aviare una riflessione sul sistema scuola e sul sistema comunità. Come emerso anche in altri territori, questa riflessione ha permesso di inquadrare le attività fatte negli anni e quelle a venire in un percorso strutturato.

Oggi la scuola sta portando avanti un progetto laboratoriale con l’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri, che porterà gli studenti a ritrarre sulle pareti della loro scuola le figure di riferimento del territorio e non solo. Lasciando alla comunità un segno di quello che sono e dei valori in cui credono.

A presto!

L’evento è stato apprezzato da tutti i partecipanti, che hanno auspicato di aver in futuro una nuova occasione di confronto.

Soddisfazione anche a parte degli organizzatori e di CIAI, che ringrazia tutti gli intervenuti per la partecipazione e la qualità degli interventi.

 

Ad Ancona, yoga-therapy alla primaria con #tu6scuola

Se c’è una cosa che abbiamo imparato nell’ultimo anno è la flessibilità.

La capacità di adattamento è ciò che ha permesso a #tu6scuola di non fermarsi, inventando nuove modalità di azione, mantenendosi fedele all’obiettivo di fondo: il contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica, con focus sulla scuola secondaria.

Alcune delle iniziative speciali avviate dopo la pandemia, però, hanno raggiunto anche una platea più vasta, arrivando a coinvolgere le scuole primarie.

Grazie a un contributo straordinario dell’Impresa Sociale Con i Bambini, ad Ancona il partner territoriale Opera ha organizzato un percorso di yoga per 350 bambine e bambini dai 6 agli 8 anni dell’IC Grazie Tavernelle, provvedendo anche all’acquisto dei tappetini.

 

Perché lo yoga a scuola

Chiusure, distanziamento, rinuncia ad attività sportive: sono tutti fattori che hanno pesato e ancora pesano moltissimo sull’equilibrio psico-emotivo dei bambini.

La pratica dello yoga è d’aiuto perché stimola Corpo-Mente-Spirito verso la riconquista di un benessere personale che porta di conseguenza a stare meglio con gli altri.

Gli esercizi sulla respirazione, ad esempio, favoriscono il rilassamento psico-fisico, riducendo stress e ansia, e aiutano a riequilibrare e gestire le emozioni. Altre attività puntano invece a migliorare la concentrazione e a sviluppare la creatività, migliorando l’autostima.

Sebbene all’interno della quotidianità scolastica sia vissuto come una piacevole occasione di relax, l’attività rappresenta anche una risorsa sul piano cognitivo e relazionale. Lo yoga porta infatti benefici alla memoria, favorisce l’introspezione e porta a i bambini a interagire in modo più consapevole e rispettoso.

Il valore educativo

Al di là dell’aspetto terapeutico, questa pratica di yoga alla scuola primaria è pienamente in linea con l’approccio di #tu6scuola.

Molte delle attività del progetto, in particolare quelle legate all’Orientamento, hanno l’obiettivo di stimolare autoconsapevolezza, autoefficacia e atteggiamento positivo. Avere coscienza delle proprie risorse e credere in sé stessi s cruciale nel momento della scelta del percorso di studi: non può che essere benefico sperimentare già da piccoli un percorso su questo tipo di competenze.

Le attività proposte ai bambini incoraggiano inoltre il lavoro a coppie e a gruppi. Imparano ad ascoltarsi, ad ascoltare e a comprendere l’ambiente che li circonda, muovono i primi passi come piccola comunità. La disciplina non è imposta dall’esterno, ma deriva da una maggiore consapevolezza del ruolo dei singoli nel gruppo. Un’esperienza quindi propedeutica a quel cooperative learning alla base, ad esempio, dei laboratori Saltaclasse.

Il metodo di Ancona

Il metodo del percorso yoga di Ancona parte dall’ascolto del bambino o bambina nelle sue caratteristiche personali, a livello emotivo e corporeo, e ne stimola l’autoascolto.

Attraverso le Posizioni Yoga, la pratica del respiro, la concentrazione e la visualizzazione, i bambini imparano a percepire sé stessi e a muoversi utilizzando parti del corpo e potenzialità che normalmente non vengono stimolate. Imparano a sentire il proprio respiro, ad esprimersi liberamente e armoniosamente, con concentrazione e autocontrollo.

I bambini e le bambine si sentono e sono protagonisti del percorso. E l’entusiasmo con cui stanno partecipando ne è la prova.

Tu6prof.it ancora più flessibile: arrivano i corsi asincroni!

tu6prof.it, la piattaforma di e-learning creata da #tu6scuola per offrire agli insegnanti proposte formative mirate sulla “nuova” didattica, presenta alcune novità in risposta alle necessità evidenziate dalla pandemia.

Qualità educativa fa rima con flessibilità: i docenti da oggi potranno accedere ancora più comodamente ai corsi e trovare nuove occasioni di approfondimento e confronto con i colleghi di tutta Italia. 

Corsi asincroni (fino al 31 marzo), nuove date per Schermi in classe (25 febbraio, 1, 4 e 8 marzo, dalle 15 ale 17), tavoli di confronto e incontri a tema: sono alcune delle novità in programma cui si aggiunge il corso Coaching formativo per l’informatica di base (8 -15 marzo dalle 18).

Realizzare lezioni a distanza e Metodologie per la didattica attiva sono già disponibili e a brevissimo è in arrivo Didattica mista e valutazione.

Interessanti per stimolare dibattito e confronto tra colleghi gli incontri tematici che, secondo la filosofia di #tu6scuola, saranno in grado di generare interazione tra le reti e comunità territoriali nonché di insegnanti e presidi tra loro. Al centro, temi di grande attualità : le comunità educanti, le esperienze su DaD e la DDI efficaci alla luce dei numerosi cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi 12 mesi.

Questi in sintesi gli incontri a tema:

Mercoledì 3 marzo alle 15.30
Tavolo di confronto sulle Comunità educanti di #tu6scuola

Un racconto corale delle diverse esperienze nei 6 territori del progetto

Incontro condotto e promosso dalla Fondazione Hallgarten-Franchetti Centro Studi Villa Montesca di Città di Castello, referente di progetto per l’azione sulle Comunità Educanti

Giovedì 18 marzo alle 18.00

DaD e DDI efficaci: esperienze a confronto

Parliamo insieme di cosa funziona (e cosa è meglio evitare) dalle classi virtuali a quelle reali

Incontro condotto e promosso da edWork, partner trasversale di #tu6scuola.

Venerdì 19 marzo alle 17.00

Didattica mista e valutazione: esperienze a confronto

Strumenti, approcci e metodi dalla teoria all’analisi di casi reali

Incontro condotto e promosso da Faber City, partner di #tu6scuola, responsabile della formazione docenti a Bari.

“Megafono” ai ragazzi: creatività e comunicazione per i laboratori Fuoriorario

Ragazze e ragazzi divertiti e appassionati, risate e complicità, insegnanti soddisfatti: tutto questo è Megafono, il corso di grafica e comunicazione nell’ambito dei laboratori Fuori orario di #tu6scuola realizzati nelle classi seconde e terze dell’istituto Manzoni Lucarelli di Bari. Una attività tanto più importante in questi mesi in cui la creatività dei ragazzi è stata messa a dura prova tra lezioni a distanza, limitazioni e preoccupazioni a causa della pandemia.

“Sta andando molto bene: siamo perfino diventate protagoniste di meme ovvero di quelle immagini ironiche che troviamo su internet! – sorridono le formatrici del corso Lilia Cavallo e Silvia Tarantini -: ragazze e ragazzi sono diventati così bravi e a loro agio con questi strumenti che hanno rappresentato noi due mentre fatichiamo a comprendere le loro immagini o i loro esperimenti digitali”.

Che siano o meno esperti di strumenti digitali, il comune denominatore per tutti è la passione e l’interesse per questi momenti formativi e di condivisione: stare insieme, collaborare, produrre insieme un risultato è il valore aggiunto di questi laboratori.

Durante i dieci incontri di Megafono alunne e alunni hanno un obiettivo concreto:  ideare e realizzare una campagna di comunicazione sociale, attraverso vari strumenti comunicativi, online e offline: manifesti, volantini, meme, newsletter e altro. Ogni incontro si apre con qualche domanda rompighiaccio, utile per chiacchierare e conoscersi.

“Chiaramente l’esercizio è un pretesto per sviluppare competenze trasversali dei ragazzi: dalla capacità di creare contenuti testuali efficaci, sintetici, chiari e corretti (verifica delle fonti, capacità di reperire dati e informazioni) all’apprendimento delle basi della progettazione grafica”.

 

Diritti umani in terza (dalla Shoah alle migrazioni, alla pena di morte) e tutela dell’ambiente in seconda sono i temi su cui ragazze e ragazze si stanno confrontando insieme alle formatrici: alcuni materiali sono già stati ideati, altri sono ancora in bozza ma tutti esprimono sensibilità e interessi dei più giovani.

“Abbiamo cercato di dimostrare quanto la comunicazione sia ovunque – concludono le formatrici – da messaggi diretti a quello che cogliamo nei sottointesi, in suoni e immagini e in ogni percezione sensoriale”.

Spunti di conversazione e confronto che partendo da temi sociali forti, quali la difesa dei diritti umani e la tutela dell’ambiente, arrivano a stimolare competenze e capacità di ogni studente.

Laboratori Saltaclasse: le terze a Palermo tra scrittura e grafica

Nel terzo e ultimo anno di progetto, è interessante osservare il lavoro di chi è stato accompagnato da #tu6scuola lungo tutto il ciclo della scuola secondaria.

Per gli studenti, ma anche per i docenti, è stato un percorso verso l’autonomia. I ragazzi hanno lavorato sulle competenze trasversali per maturare consapevolezza e capacità di scelta; gli insegnanti hanno sperimentato metodi di lavoro alternativi e li hanno fatti propri.

In terza media, i laboratori Saltaclasse – azione di punta del progetto – sono co-progettati da insegnanti e operatori.

Ci siamo fatti raccontare l’esperienza del Laboratorio Saltaclasse di Scrittura Creativa e Albo illustrato, realizzato nell’I.C.S. Rita Borsellino di Palermo con il supporto del partner Cesie. Abbiamo parlato con Annaclaire TurcoValentina Lo Duca e Marianna Giuliana.

Una classe terza durante il laboratorio “Scrittura Creativa e Albo illustrato”

 

Analizzare un testo

Com’è nata l’idea di questa attività e quando è partita?

Il laboratorio ha avuto avvio nel mese di dicembre 2020 e coinvolge ogni settimana quattro classi terze.

L’obiettivo di fondo è stimolare negli studenti e nelle studentesse l’entusiasmo per la lettura e per la scrittura. Per questo li coinvolgiamo in un’attività di interpretazione e trasposizione visiva dei testi, a partire dal confronto con tecniche di scrittura creativa e dall’analisi degli albi illustrati.

E com’è strutturato il lavoro?

Lavoro sull’illustrazione

Al momento i partecipanti del laboratorio, sotto la guida delle operatrici e dei docenti, sono coinvolti nella prima fase del percorso: l’interpretazione visiva del testo.

 

Gli studenti e le studentesse stanno imparando ad interpretare un testo, a suddividerlo in sequenze narrative e a raffigurare i personaggi e l’ambientazione della storia.

Terminata questa prima fase, avrà inizio una seconda nella quale i partecipanti si confronteranno con i concetti di grafica e di lettering, sulla disposizione quindi grafica del testo e delle immagini e sulla progettazione della copertina dell’albo illustrato.

Nei laboratori Saltaclasse è centrale l’aspetto della cooperazione.
Come lo avete gestito in questo caso?

A causa delle restrizioni sanitarie non sarà purtroppo possibile organizzare attività con gruppi misti, così come è la natura dei Saltaclasse. Nonostante ciò però non ci siamo arrese e abbiamo trovato il modo per portare avanti un lavoro condiviso tra classi diverse.

Gli studenti e le studentesse si scambieranno infatti informazioni e riflessioni da una classe all’altra, collaborando “a distanza” alla realizzazione di un unico albo illustrato collettivo, con l’utilizzo di tecniche artistiche di disegno, colorazione. Sarà questo quindi il prodotto finale realizzato come esito di tale percorso laboratoriale al quale ogni partecipante darà il proprio contributo.

Spiegateci meglio: come funziona un lavoro a così tante mani?

L’albo illustrato avrà una linea comune a tutte le classi partecipanti, sulla stessa struttura degli altri laboratori Saltaclasse realizzati con altri studenti e studentesse. Sarà infatti composto da quattro episodi, ognuno dei quali sarà il racconto e l’elaborazione, da parte di studenti e studentesse, delle declinazioni sul tema del Tempo: i tempi del Sogno, del Passato, del Presente, del Futuro.

Ogni classe terza si occuperà di un singolo episodio e, avendo tutti e quattro un filo narrativo, si costituirà un unico albo illustrato: il personaggio del Sogno, un personaggio fantastico che farà un viaggio attraverso i tempi e che rappresenterà la pedina che muoverà la storia, per risvegliare le emozioni, i ricordi, i desideri di tutti coloro che parteciperanno.

Lavoro sul tempo presente

C’è anche un’attenzione particolare  all’aspetto ambientale, è vero?
Sì, è un dettaglio, ma è molto sentito: l’albo sarà impaginato e prodotto su supporti cartacei e materiale da riciclo. Abbiamo lavorato molto sul tema della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente in questi anni: non potevamo che portare con noi ancora una volta questa comune sensibilità!

Nella città di Palermo, #tu6scuola coinvolge l’I.C.S Rita Borsellino ed è coordinato dal CESIE, in collaborazione con SEND, Officina Creativa Interculturale e Nahuel.

“La Scuola italiana si merita un ministro esperto”

Un ministro esperto, competente, capace. Non un politico ma qualcuno che conosca la pedagogia. Come è accaduto negli USA.

Negli Stati Uniti un ex insegnante, Miguel Cardona, è diventato ministro per la Pubblica Istruzione: non un politico tour court ma una “personalità di alto profilo” proprio perché ama la scuola, sa come funziona ogni giorno la didattica in presenza e in più conosce la pedagogia.

Secondo il noto pedagogista Daniele Novara – che qualche giorno fa ha scritto un editoriale sul Corriere della Sera – il futuro governo italiano dovrebbe essere altrettanto coraggioso e nominare, in qualità di nuovo ministro dell’Istruzione, una figura di questo tipo: un esperto in materia.

“Per fare scuola, bisogna puntare sulla competenza, sulla formazione, sulla preparazione dei professionisti che la vivono giorno dopo giorno”, scrive Novara.

E mentre si attende il nome del nuovo ministro – che dovrà anche indirizzare al meglio i fondi della Next Generation per riforme e miglioramenti del settore, ci si interroga su cosa ancora possa attendere il mondo della scuola che da oltre un anno vive la difficoltà della didattica a distanza, mista, in presenza ed è ancora soggetta a chiusure a causa della pandemia da Covid19.

Da un lato si parla di un possibile prolungamento del calendario scolastico per il recupero dei mesi persi durante il lockdown e di un anticipo dell’anno scolastico al 1 settembre; dall’altro presidi e sindacati espongono criticità, sia in ragione degli esami di terza media e maturità, che in merito alla capienza delle aule, considerando l’attuale didattica mista (50 in presenza, 50 a distanza); per non palare della cronica carenza di cattedre.

Dopo mesi così faticosi per tutti – insegnanti, studenti, dirigenti scolastici – anche a livello internazionale si sta ragionando sugli effetti prolungati della didattica a distanza, come evidenziato di recente anche da un appello del CIAI al Garante dell’Infanzia e Adolescenza. In Francia e Olanda sembra che gli studenti abbiano perso maggiormente nelle competenze linguistiche che in quelle matematiche mentre a soffrire di più sono stati gli studenti che provengono da contesti svantaggiati.

E’ a favore di questi studenti e le loro famiglie che si rivolge il progetto #tu6scuola, con numerose azioni a contrasto della povertà educativa nel ciclo della secondaria di primo grado, in previsione di scelte consapevoli per il futuro. Malgrado le difficoltà, il progetto è proseguito e ha adattato alla nuova didattica tutte le sue azioni sia per gli studenti che per gli insegnanti per i quali è stata perfino ideata e realizzata una piattaforma di e-learnig tu6prof.it.

DOVE MI TROVO?

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