Adozioni, il primo semestre registra ancora un calo

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Diventare genitori con l'adozione

La CAI ha pubblicato il numero di adozioni concluse dal 1 gennaio al 30 giugno di quest’anno

Categoria: Adozione

Sono stati pubblicati dalla CAI Commissione adozioni internazionali, i dati relativi al primo semestre 2026. Le adozioni internazionali concluse da gennaio a fine giugno sono state 217, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le adozioni concluse erano state 242.

I dati, aggiornati al 30 giugno 2026 e da oggi pubblicati nella sezione “Per una famiglia adottiva / Dati e Statistiche” del sito CAI “evidenziano, dal confronto con i numeri registrati nel primo semestre 2025, una decisa ripresa della Colombia, Paese da cui storicamente provengono molti minori adottati da coppie italiane e della Sierra Leone, che dopo un lieve flessione ha registrato una ripresa incoraggiante”, si legge.

“Al contrario, si osserva una flessione nelle adozioni provenienti da Paesi tradizionalmente caratterizzati da numeri più elevati, come Ungheria e India, che, comunque, si confermano in numeri assoluti tra i principali Paesi di provenienza dei minori adottati”.

A questo proposito Daniela Russo, Responsabile Adozioni e CIAIPE, così commenta gli ultimi dati.

“Le statistiche non restituiscono soltanto una fotografia dell’attività svolta, ma rappresentano un invito a guardare con lucidità alle trasformazioni in atto e a investire, con responsabilità e visione, nel futuro dell’adozione internazionale – dice Russo – Al cambiamento del contesto internazionale si aggiunge una crescente imprevedibilità dei percorsi adottivi.

L’evoluzione degli scenari politici, le scelte delle Autorità Centrali e le dinamiche internazionali rendono oggi più difficile prevedere tempi e prospettive delle procedure, sia per le famiglie sia per gli Enti Autorizzati. Questa rappresenta una delle principali sfide dell’adozione internazionale oggi che richiede un sistema capace di adattarsi ai cambiamenti, rafforzando il dialogo istituzionale, la cooperazione internazionale e la qualità dell’accompagnamento alle famiglie”.

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