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Proseguiamo il nostro racconto sulla realtà della povertà educativa in Italia che, come abbiamo già visto le scorse settimane, fa riferimento a più fattori.

Il primo di questi è la condizione degli istituti scolastici in cui i ragazzi si trovano a trascorrere la maggior parte della loro giornata.

In molte scuole italiane non vi sono spazi adeguati per sviluppare alcune importanti competenze dei ragazzi: anche le attività extrascolastiche, dallo sport alle attività espressive, concorrono alla crescita integrale di ogni studente.

Rendere gli ambienti della scuola dei luoghi più piacevoli e organizzati è indubbiamente un fattore trainante per motivare non solo gli studenti  ma anche le famiglie e gli insegnanti, soprattutto in quei contesti in cui è stata persa la fiducia nel valore dell’istruzione.

Tra le 8 azioni di #tu6scuola sono previsti interventi per adeguare gli spazi ai bisogni educativi a Milano, Rovellasca (CO), Ancona, Città di Castello, Bari e Palermo: non si tratta quindi di effettuare migliorie prettamente estetiche ma di porre le condizioni affinché sia garantito il benessere di tutta la comunità scolastica. Sono queste le premesse per innescare un cambiamento di valore nella scuola.

I dati a livello nazionale, che determinano la diffusione della povertà educativa, non sono confortanti:

  • circa la metà delle scuole italiane non è in possesso di un certificato di agibilità e/o abitabilità (45%)
  • il 28% degli istituti scolastici non dispone di connessione internet
  • il 40% delle scuole non offre il servizio mensa.

Fra le varie realtà regionali il divario è ancora più notevole. In generale, emerge un’Italia a tre velocità, sia sulla manutenzione che sull’adempimento delle norme e delle certificazioni richieste dalla legge.

Se la Lombardia investe di più sulla manutenzione ordinaria (in media quasi 119mila euro/anno), la Puglia è la regione in cui si investe di meno (non si arriva ai 3mila euro/anno).

In Italia solo una scuola su 6 dispone di almeno una palestra per ogni sede.

Quasi tutte le scuole hanno una biblioteca ma meno di una su due ha servizio prestito e meno di un terzo del patrimonio librario è utilizzato.

L’Ocse mostra come dagli anni della recessione l’Italia abbia progressivamente ridotto la spesa pubblica destinata all’istruzione, passando dal 7,9% del 2010 al 7,1% del 2014, rispetto al 10% della media europea.

 

[1] Elaborazione MIUR per Save the Children, 2015

 

Redazione #tu6scuola

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