Nel corso degli anni CIAI ha definito uno stile comunicativo che lo contraddistingue.

Uno stile che si basa principalmente su un concetto: il rispetto.
Rispetto del dolore, della sofferenza. Rispetto delle differenze. Rispetto dei diritti; soprattutto di quelli che non hanno la possibilità di difenderli autonomamente, questi diritti..

Ciò ci ha portato a preferire la strada del suggerito e non detto, del non morbosamente mostrato.Vogliamo raccontare il dolore attraverso le storie di chi quel dolore, grazie all’aiuto e al sostegno di tante persone, l’ha superato, lasciato alle spalle.

Vogliamo dimostrare che è attraverso il raggiungimento quotidiano di tanti piccoli obiettivi che si arriva alla risoluzione finale.
In una società come la contemporanea, in cui l’immagine ha un grande potere –rafforzato dall’abbattimento di qualunque limite spazio temporale di condivisione dell’immagine stessa- il lavoro dei fotoreporter ha un’importanza fondamentale. A quelli di loro particolarmente audaci e coraggiosi va tutta la nostra stima e ammirazione.

Ma non è il nostro lavoro.

Per questo nelle storie di vita che raccontiamo teniamo in gran conto la riservatezza e il pudore.

Nella scelta delle immagini, alle lacrime del prima preferiamo il sorriso del dopo.