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NAVE DICIOTTI: LA POSIZIONE DELLE ONG

Comunicato congiunto delle rappresentanze delle ong italiane  e delle organizzazioni della società civile AOI, CINI e Link 2007 (a cui CIAI aderisce), in merito alla vicenda della nave Diciotti.

Si legge nel comunicato: “Le organizzazioni della società civile impegnate nell’accoglienza, nell’integrazione e nella cooperazione internazionale hanno già espresso la loro indignazione per la grave vicenda della nave Diciotti.

Diversi operatori umanitari, rappresentanti delle istituzioni e di partiti politici hanno potuto accertare le difficilissime condizioni socio sanitarie delle persone a bordo, alcune delle quali recano i segni delle violenze subite in Libia. Nessun calcolo politico può essere fatto sulla pelle degli esseri umani. Questa basilare considerazione umanitaria è la principale ragione della nostra totale avversione alle decisioni assunte dal governo italiano in questa circostanza e in altre analoghe.

Il Ministro dell’Interno ha dichiarato che “sulla Diciotti ci sono tutti immigrati illegali”. È falso. Sono 150 persone, maschi e femmine in gran parte provenienti dall’Eritrea, che hanno diritto, sulla base di convenzioni internazionali e dell’articolo 10 della Costituzione italiana di fare richiesta di asilo politico. Non solo, si tratta di persone che già si trovano in territorio italiano e impedirne lo sbarco a terra equivale “de facto” a sequestrarli.

È sotto gli occhi di tutti che l’azione del governo italiano sta indebolendo la coesione europea e isolando il nostro paese in ambito UE. Non stupisce la reazione europea alle istanze del governo italiano, in particolare quando si afferma che le minacce di revocare i contributi all’Unione sono semplicemente irricevibili. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di una maggiore integrazione politica dell’UE, non solo sul tema delle migrazioni. È quindi al riguardo incomprensibile e inaccettabile il rifiuto opposto meno di tre mesi fa dal governo di prendere in considerazione la proposta di revisione del regolamento di Dublino approvata dal parlamento europeo. L’Italia avrebbe potuto far valere le proprie ragioni per migliorare ulteriormente la proposta di revisione. La strada era aperta ma è stata chiusa.

C’è poi un’altra considerazione da fare. Come si è già sottolineato a bordo della nave Diciotti ci sono soprattutto cittadine e cittadini eritrei. La recente accettazione degli accordi di pace con l’Eritrea da parte dell’Etiopia sottrae finalmente al governo di Asmara ogni alibi per non avviare nel paese le indispensabili riforme democratiche, a cominciare dall’abolizione della leva obbligatoria permanente. L’Italia ha una relazione storica con l’Eritrea. È indecente che l’ultima pagina di questa storia abbia i volti sofferenti di esseri umani sequestrati su una nave in un nostro porto. È ben altro, con gli strumenti dell’azione diplomatica e della cooperazione internazionale, quanto l’Italia potrebbe e dovrebbe fare, esercitando positive pressioni sul governo eritreo, intercettando le nuove opportunità di dialogo apertesi con la pace tra i due paesi del Corno d’Africa, adoperandosi affinché l’Eritrea diventi finalmente un paese nel quale si possa vivere, studiare, lavorare, nel quale siano riconosciuti e garantiti diritti per troppo tempo calpestati.

Lo chiede la nostra storia, lo chiede la diaspora eritrea nel nostro paese, lo chiedono i minori non accompagnati, le donne, i giovani, che fuggono da quel paese. Ma lo chiedono anche i tanti italiani che assistono con angoscia a quanto sta avvenendo in questi giorni e che non hanno mai smesso di esprimere ai migranti sequestrati sulla nave Diciotti la loro fraterna solidarietà.

CLICCA QUI per scaricare il comunicato

DIRITTI NEGATI A BORDO DELLA DICIOTTI. E NON SOLO

Siamo felici che finalmente ai 27 minori che erano a bordo della nave Diciotti  sia stato concesso il trasferimento a terra. Si tratta di venticinque ragazzini e due ragazzine scheletrici, sopravvissuti a immense sofferenze nel loro Paese d’origine, durante il cammino per il deserto d’Africa e la permanenza (tre anni) in Libia dove sono stati rinchiusi nei campi di detenzione locali.

Un trasferimento che era atteso e dovuto perché la legge italiana prevede che ogni minorenne che arrivi sul territorio italiano, e la nave Diciotti è territorio italiano, sia protetto e presoi in carico dal nostro Paese.

A bordo della Diciotti però rimangono ancora 150 persone, uomini e donne che, secondo Daniela de Robert, delegata del garante per le persone detenute e private della libertà personale, “hanno una nazionalità che assicura una protezione internazionale quasi automatica in tutti i paesi europei”.

Cosi come i ragazzi, anche gli uomini e le donne ancora a bordo della Diciotti sono molto provati dai lunghi giorni in mare, dalle sofferenze patite prima della partenza, durante il viaggio e nel tempo trascorso in Libia.

Noi di CIAI troviamo intollerabile e disumano, oltre che al di fuori della legge come già fatto notare da Daniela de Robert e dal procuratore di Agrigento, tenere in ostaggio persone  in queste condizioni.

Non lo vorremmo mai se fossero i nostri figli, non lo vogliamo nemmeno per loro.

Per questo chiediamo che vengano immediatamente sbarcati tutti gli uomini e le donne a bordo della Diciotti, nel rispetto delle norme di diritto internazionale, dei principi della nostra Costituzione.

Non si tratta di una questione politica ma di un atto grave che mette a rischio tutti noi, minando lo Stato di diritto. Siamo tutti sulla Diciotti; i diritti violati sono anche i nostri.

UN ALTRO ARRIVO DALLA COLOMBIA

Il 14 agosto è arrivato dalla Colombia, con mamma Sara e papà Luca, Joseph Gabriel.  Nel dargli il BENVENUTO nella grande famiglia CIAI, vogliamo testimoniare ai suoi genitori tutta la nostra affettuosa vicinanza.

L’avventura è cominciata!

Speriamo di vederli presto in uno delle tante iniziative CIAI.

 

NO RAZZISMO, DISCRIMINAZIONI E VIOLENZA

CIAI è fra i sottoscrittori del Manifesto scritto e diffuso da un gruppo di organizzazioni della società civile per ribadire con forza che il razzismo non è un invenzione, e che l’emergenza razzismo va riconosciuta, senza se e senza ma, anche dalla politica e dalle istituzioni.

Si può aderire al MANIFESTO inviando un’e-mail con l’oggetto “Manifesto antirazzista” all’indirizzo palermo@repubblica.it

CLICCA QUI per vedere l’articolo pubblicato oggi nell’edizione di Palermo del quotidiano La Repubblica

Ricordiamo che CIAI è presente con una propria sede a Palermo, dove sostiene il Progetto Ragazzi Harraga nell’ambito della campagna #non6solo

BENVENUTI!

Per Giambattista e Angela il 2 agosto 2018 è una data che non dimenticheranno mai. E’ il giorno in cui sono rientrati in Italia dalla Colombia con i loro figli Maria Teresa, Jorge Ivan e José Alberto. Da parte di tutta la grande famiglia CIAI un caloroso BENVENUTI!

 

ARRIVA A PALERMO LA CAROVANA “ABRIENDO FRONTERAS”

Si terrà stamattina alle 10.30 presso il Centro Santa Chiara la conferenza stampa di presentazione della carovana Abriendo Fronteras (aprendo frontiere), composta da una rete di tantissime associazioni provenienti da diverse aree della penisola iberica.

“Vogliamo camminare insieme per le strade e le piazze di PalermoCatania, NiscemiMineo e Pozzallo per denunciare: le politiche migratoriela militarizzazione del territorio siciliano che si sta trasformando in “un’immensa portaerei superarmata nel cuore del Mediterraneo, in grado di lanciare terribili strumenti di morte contro obiettivi civili e militari in Est Europa, Caucaso, Africa, Medio oriente e sud est asiatico” (Antonio Mazzeo), i centri di detenzione amministrativa per i migranti, strumento sempre più violento del razzismo istituzionale, la mancanza di canali di ingresso legali, lo sfruttamento e la violazione costante di diritti e l’indebolimento della coesione sociale”, si riporta nel comunicato.

CIAI, presente a Palermo con una sede e attiva con il Progetto Ragazzi Harraga per i Minori migranti soli, ha aderito all’iniziativa. Perché è tempo di vincere l’indifferenza, di manifestare apertamente e comunitariamente i valori dell’accoglienza e della solidarietà. Tempo di difendere i diritti di tutti e di tutte. Come cittadine e cittadini europei, ci rifiutiamo di essere soltanto degli spettatori indifferenti o addolorati. Soccorrere le persone che rischiano la vita, a terra come in mare, è un obbligo giuridico e morale. La solidarietà non è un reato.

Per il programma completo delle iniziative CLICCA QUI 

BILANCIO DI IMPATTO SOCIALE 2017

Oltre 100 mila. di cui più di 34 mila bambini, i beneficiari dell’attività di CIAI nel 2017 in 12 Paesi del mondo. Sono solo alcuni dei dati contenuti del Bilancio di Impatto Sociale presentato oggi a Milano presso il Centro San Fedele.

Ma un Bilancio d’Impatto Sociale va ben oltre i numeri per analizzare, attraverso metodologie d’indagine consolidate e di volta in volta contestualizzate, il proprio intervento, cercando di  capire “cosa facciamo  bene per i destinatari dei progetti, cosa facciamo male, cosa dobbiamo migliorare.

Per sfogliare il Bilancio di Impatto Sociale di CIAI 2017 CLICCA QUI

Per scaricare il pdf  CLICCA QUI

Cartella Sociale Ragazzi Harraga al Convegno “Il modello Palermo”

Il 10 Luglio, a Palermo, Alessandra Sciurba, responsabile della locale sede CIAI, parteciperà al Convegno “Il modello Palermo. I tutori volontari e l’accoglienza dei minori stranieri ad un anno dalla legge 47/2017”, promosso dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo, in collaborazione con l’Università di Palermo, Unicef e Palermo capitale italiana della cultura.

Nel corso del Convegno CIAI,  insieme ai partner CESIE e Cooperativa Libera… mente, presenterà la cartella sociale elaborata e resa operativa, in collaborazione con il Comune di Palermo, nell’ambito del progetto Ragazzi Harraga.

La Cartella sociale  è uno strumento interamente pensato per agevolare i percorsi di inclusione sociale dei e delle minori migranti soli presenti a Palermo, rafforzando gli scambi tra le diverse realtà istituzionali e del privato sociale che contribuiscono alla costruzione di questi percorsi. è  uno strumento innovativo per questo approccio “sbilanciato” sui reali bisogni delle persone che ne usufruiranno, escludendo ogni finalità di “controllo” o “schedatura” dei minori. è innovativo, inoltre, per il percorso attraverso il quale è stato costruito, a partire dal confronto tra rappresentanti di tutte le realtà coinvolte rispetto ad ogni singola voce che la cartella include, e attraverso la validazione costante di un gruppo di minori e di neomaggiorenni che hanno partecipato attivamente alla sua definizione. è innovativo, infine, perché sarà gestito dal Comune di Palermo direttamente sui suoi server, e ogni attore potrà accedervi previo accreditamento e compilare o visualizzare le parti di sua competenza delle cartelle sociali dei minori che ha a vario titolo in carico, sempre nel rispetto della privacy degli stessi grazie a una precisa selezione delle informazioni da inserire e a un sistema di accessi differenziati.

Siamo molto orgogliosi di poter presentare questa importante sperimentazione, frutto di un complesso processo di condivisione, che speriamo possa significativamente migliorare la costruzione dei processi di inclusione dei minori e il lavoro degli attori istituzionali e sociali che partecipano a sostenerli.

E cogliamo questa occasione per ringraziare tutti e tutte coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione.

Per il Programma del Convegno CLICCA QUI

Per iscrizioni  CLICCA QUI

 

 

ADOZIONI 2012-2017: ARRIVANO I RIMBORSI

Stanziate le risorse necessarie per rimborsare le spese sostenute dalle famiglie che hanno adottato nel quinquennio 2012-2017. “Il decreto è stato firmato intorno alla metà di maggio, porta la firma della sottosegretaria Boschi, sta completando i passaggi necessari, la pubblicazione è davvero imminente», ha dichiarato ieri  la vicepresidente CAI Laura Laera.

Sul sito della CAI il testo del DPCM, che porta la data del 3 maggio 2018 e il timbro della Corte dei Conti in data 28 maggio.

 

 

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